Lunedì, 10 Agosto 2020

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Proposta per una costituzione della terra

PERCHE' LA STORIA CONTINUI

UN SOGNO EUNA VISIONE

«Gli anziani faranno sogni, i giovani avranno visioni, dice­va il profeta Gioele». Oggi, 27 dicembre, nel 72° anniversario della Costituzione repubblica­na, viene pubblicato un appello di vecchi e giovani insieme che è nello stesso tempo sogno e pro­fezia: il progetto politico, cioè, che dalla Costituzione degli Sta­ti, che in molti casi è stata l’ul­tima salvaguardia dei popoli, si giunga a una Costituzione della Terra che ne possa impedire il suicidio e faccia sì che la storia continui. Per dare a questo progetto il pensiero che lo fondi è stata istituita una Scuola molteplice e diffusa, denominata “Costituen­te Terra”.

APPELLO

PROPOSTA PER UNA COSTITUZIONE DELLA TERRA

Una Scuola per suscitare il pen­siero politico dell’unità del popo­lo della Terra, disimparare l’arte della guerra e avviare un costitu­zionalismo mondiale

Nel pieno della crisi globale, nel 72° anniversario della promulgazione della Costituzione italiana, Raniero La Valle, Luigi Ferrajoli, Valerio Onida, Adolfo Perez Esquivel, il vescovo Nogaro, Paolo Maddalena, Riccardo Petrella, l’altrapagina e molti altri lanciano il progetto politico di una Costituzione per la Terra e promuovono una Scuola, «Costituente Terra», che ne elabori il pensiero e prefiguri una nuova soggettività politica del popolo della Terra, «perché la storia continui».

L’Amazzonia brucia e anche l’Africa, e non solo di fuoco, la dem crazia è a pezzi, le armi crescono, il diritto è rotto in tut­to il mondo. “Terra! Terra!” è il grido dei naufraghi all’avvistare la sponda, ma spesso la terra li respinge, li rimanda ai loro in­ferni. Mcostituzione della terra internoa Terra è anche la paro­la oggi più amata e perduta dai popoli che ne sono scacciati in forza di un possesso non con­diviso; dai profughi in fuga per la temperatura che aumenta e il deserto che avanza; dalle città e dalle isole destinate ad essere sommerse al rompersi del chia­vistello delle acque, quando la Groenlandia si scioglie e i mari son previsti salire di sette metri sull’asciutto. “Che si salvi la Ter­ra” dicono le donne e gli uomini tutti che assistono spaventati e impotenti alla morte annunciata dell’ambiente che da millenni ne ospita la vita.

Ci sono per fortuna pensieri e azioni alternative, ma se nei prossimi anni non ci sarà un’i­niziativa politica di massa per cambiare il corso delle cose, se le si lascerà in balia del mercato, della tecnologia o del destino, se in Italia, in Europa e nelle Case Bianche di tutti i continenti il fa­scismo occulto che vi serpeggia verrà alla luce e al potere, per­deremo il controllo del clima e della società e si affacceranno scenari da fine del mondo.

IL CAMBIAMENTOÈ POSSIBILE
L’inversione del corso delle cose è possibile. Essa ha un nome: Costituzione della terra. Il co­stituzionalismo statuale, che ha dato una regola al potere, ha ga­rantito i diritti, affermato l’egua­glianza e assicurato la vita degli Stati, non basta più, occorre passare a un costituzionalismo mondiale della stessa autorità ed estensione dei poteri e del dena­ro che dominano la Terra.

La Costituzione del mondo non è il governo del mondo, ma la regola d’ingaggio e la bus­sola di ogni governo per il buon­governo del mondo. Nasce dalla storia, ma deve essere prodotta dalla politica, ad opera di un soggetto politico che si faccia potere costituente. Il soggetto costituente di una Costituzione della Terra è il popolo della Ter­ra, non un nuovo Leviatano, ma l’unità umana che giunga ad esi­stenza politica, stabilisca le for­me e i limiti della sua sovranità e la eserciti ai fini di far conti­nuare la storia e salvare la Terra.

Il diritto internazionale è già dotato di una Costituzione em­brionale del mondo, grazie alle grandi Carte dei diritti prodotte in quella straordinaria stagione costituente seguita alla seconda guerra mondiale, ma non sono mai state introdotte le garanzie internazionali dei di­ritti pro­clama­ti. È come se un ordina­mento statale fosse dotato della sola Costituzione e non anche di leggi attuative, cioè di codici pe­nali, di tribunali, di scuole e di ospedali che “di fatto” la realiz­zino. Una Costituzione della Ter­ra significa oggi compiere quel processo e munirlo di garanzie e istituti efficaci.All’obiezione secondo cui non può esserci una Costituzione se non c’è un’unità politica di un popolo che la promuova si può rispondere che oggi, come mai avvenuto prima, l’unità del po­polo della Terra può realizzarsi: lo reclama la scena del mondo, dove lo stato di natura delle so­vranità in lotta tra loro non per­mette più neanche la nuda vita; lo invoca l’oceano di sofferenza in cui tutti siamo immersi; lo rende possibile la vetta erme­neutica raggiunta da papa Fran­cesco e da altre religioni con lui, grazie alla quale non può esserci più un dio a pretesto della divi­sione tra i popoli perché - hanno detto ad Abu Dhabi - “ il plura­lismo e le diversità di religione sono una sapiente volontà divina con cui Dio ha creato gli esseri umani”.

UNA POLITICA DALLA PARTE DELLA TERRA
Di per sé l’istanza di una Costi­tuzione della Terra dovrebbe essere perseguita da quello stru­mento privilegiato dell’azione politica che è il partito, ossia un artefice collettivocostituzione della terra interno2 che, pur sotto nomi diversi, agisca nella forma partito. Oggi questo nome è in agonia perché evoca non sem­pre felici ricordi, ma soprattut­to perché i grandi poteri che si arrogano il dominio del mondo non vogliono essere intralciati dal controllo e dalla critica dei popoli, e quindi cercano di di­sarmarli spingendoli a estirpare le radici della politica e dei par­titi fin nel loro cuore. È infatti per la disaffezione nei confronti della politica a cui l’intera socie­tà è stata persuasa che si scende in piazza senza colori; ma la po­litica non si sospende, e ciò a cui comunque oggi siamo chiamati è a prendere partito, a prende­re partito non per una Nazione, non per una classe, non “prima per noi”, ma a prendere partito per la Terra, dalla parte della Terra.Una “politica interna del mon­do” non può nascere però senza una scuola di pensiero che la ela­bori, e un pensiero non può atti­vare una politica per il mondo senza che dei soggetti politici ne facciano oggetto della loro lotta. Le due cose devono nascere in­sieme, perciò quello che propo­niamo è di dar vita a una Scuola denominata “Costituente Terra” che produca un nuovo pensiero della Terra e fecondi nuove sog­gettività politiche per un costitu­zionalismo della Terra.

COSTITUENTE TERRA”: UNA SCUOLA PER UN NUOVO PENSIERO
Questa Scuola deve essere pen­sata come una Scuola dissemi­nata e diffusa, telematica e stan­ziale, una rete di scuole con aule reali e virtuali. Se il suo scopo è di indurre a una mentalità nuo­va e a un nuovo senso comune, ogni casa dovrebbe diventare una scuola e ognuno in essa sa­rebbe docente e discente. Il suo fine potrebbe perfino spingersi oltre il traguardo indicato dai profeti che volevano cambiare le lance in falci e che non si impa­rasse più l’arte della guerra. Ciò voleva dire che la guerra non era in natura: per farla, bisognava prima impararla. Senonché noi l’abbiamo imparata così bene che per prima cosa dovremmo disimpararla; e a questo la scuo­la dovrebbe addestrarci, a disim­parare l’arte della guerra, per imparare invece l’arte di custo­dire il mondo e fare la pace.

Molte sarebbero in tale scuo­la le aree tematiche da perlu­strare:
1) le nuove frontiere del diritto e la rifondazione del potere;
2) il neo-liberismo e la crescente minaccia dell’anomia;
3) la critica delle culture ricevute e i nuovi nomi da dare a eventi e fasi della storia passata;
4) il lavoro e il Sabato, un lavoro non ridotto a merce, non oggetto di dominio e alienato dal tempo della vita;
5) la Laudato sì e l’ecologia in­tegrale;
6) il principio femminile;
7) l’Intelligenza artificiale (il Führer artificiale?) e l’ultimo uomo;
8) come passare dalle culture di dominio e di guerra alle culture della liberazione e della pace;
9) come uscire dalla dialettica degli opposti, dalla contraddi­zione servo-signore e amico-nemico per assumere invece la logica dell’ et-et, della condivi­sione, dell’armonia delle diffe­renze, dell’“essere per l’altro”, dell’ “essere l’altro”;
10) il congedo del cristianesimo dal regime costantiniano, nel suo arco “da Costantino a Hit­ler”, e la riapertura nella moder­nità della questione di Dio;
11) il “caso Bergoglio”, prean­nuncio di una nuova fase della storia religiosa e secolare del mondo.

PARTECIPARE ALPROCESSO COSTITUENTE
Pertanto i firmatari di questo ap­pello propongono di istituire una Scuola denominata “Costituente Terra”, e a questo scopo hanno costituito un’associazione de­nominata “Comitato promotore partito della Terra” con il com­pito di dare inizio alla Scuola, e insieme con essa a ogni azione utile al fine che “la storia conti­nui”.I firmatari propongono che per­sone di buona volontà e di non perdute speranze si iscrivano a tale associazione all’indiriz­zo ‘Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.’ versando la relati­va quota sul conto BNL inte­stato a “Comitato promotore del partito della Terra”, IBAN: IT94X0100503206000000002788La quota annua di iscrizione, al Comitato e alla Scuola stessa, è libera, e sarà comunque gradi­ta. Per i meno poveri, salva la libera scelta di ciascuno, la quo­ta è stata fissata nella misura significativa di 100 euro, con l’intenzione di sottolineare che la politica, sia a pensarla che a farla, è cosa tanto degna da me­ritare da chi vi si impegna che ne sostenga i costi, contro ogni tornaconto e corruzione, ciò che per molti del resto è giunto fino all’offerta della vita.

Tutti possono aderire e farsi promotori di questa iniziativa
nei modi sopraindicati, con la preghiera a ciascuno di renderla
nota e di far conoscere il documento che la promuove, ciò di cui vi saremo grati


Redazione l'Altrapagina.it

 

La scuola al via nella crisi

Gentili Amiche ed Amici,

image 000abbiamo il piacere di informarvi che le adesioni all’iniziativa “Co­stituente Terra”, lanciata il 27 dicembre nel 72° anniversario della nostra Costituzione, … ha già trovato un luogo privilegiato dove saranno tenuti i primi corsi e incontri...Abbiamo infatti la gioia di annunciare che la Biblioteca Vallicelliana a Roma, insigne opera di Francesco Borromini…, a un passo dalla mitica casa di via della Chiesa nuova 14 in cui furono pensati e scritti dai “professorini” di allora molti articoli della Costituzione italiana, darà generosa e solidale ospitalità alla Scuola…

Alla Biblioteca Vallicelliana si avrà pertanto venerdì 21 febbraio prossimo alle ore 11,00 l’at­to inaugurale delle attività della Scuola, con la lezione introduttiva sul progetto di un costitu­zionalismo mondiale – norme e garanzie – che sarà tenuta dal prof. Luigi Ferrajoli, che ne è il massimo teorico in Italia. In quella occasione sarà anche introdotta la Commissione per la Costi­tuzione (una specie di quella “Commissione dei 75” che redasse il progetto della Costituzione del ’47), il cui compito sarà di elaborare e proporre un progetto di Costituzione della Terra; essa la­vorerà collegandosi per via telematica in un apposito Forum che sarà aperto nel sito della Scuola.Seguirà nella stessa sede  la prima assemblea degli iscritti al “Comitato promotore partito della Terra”, che è questa nostra associazione costituita tra quanti, prendendo partito per la Terra, intendono cooperare all’opera di una Costituzione della Terra; l’Assemblea approverà lo Statuto, conferirà gli incarichi sociali e discuterà l’impostazione dei programmi e dell’attività della Scuola.  

L’iniziativa “Costituente Terra” muove i suoi primi passi nel pieno di una gravissima crisi internazionale...È appena accaduto infatti che un nuovo Arciduca d’Austria, il cui assassinio diede il via alla prima grande guerra del Novecento e dell’era moderna, è stato ucciso nella persona del generale iraniano Qas­sem Suleimani non da un anarchico isolato, ma direttamente dal più potente Stranamore del mondo. Non sappiamo per quale macabra perversione è stato rilasciato e mostrato come un trofeo il filmato della strage compiuta dal drone americano che con una precisione finora impossibile per qualsiasi altro killer, dopo aver colpito il convoglio partito dall’aeroporto di Bagdad,  ha inseguito e calcinato uno per uno gli uomini che fuggivano dalle auto in fiamme lasciandoli stampati sul terreno come orme di fuoco.

Ciò misura quanta strada in poco più di un secolo abbia fatto l’umanità nell’apprendimento dell’artificio della guerra: ormai un sovrano può decidere e si può fare la sua guerra da solo, da qualunque parte del mondo in qualunque altra parte del mondo, oppure nel mondo tutto. Ciò dice quanto sia ardua e difficile la prima arte che la nostra Scuola si è data come materia del suo apprendimento, quella di “disimparare l’arte della guerra”. Perciò la Scuola decide oggi di istituire delle “cattedre di salvataggio”, la prima delle quali sarà la cattedra dal nome “Ripudio della guerra”.

La crisi nel bacino del Mediterraneo è aggravata dalla decisione della Turchia di riportare le sue for­ze armate in Libia, da cui esse furono estromesse nel 1911 dall’Italia coloniale, la quale ne fu a sua volta espulsa durante la seconda guerra mondiale. Appartiene al compito della Scuola ricorda­re che la NATO non è stata fatta per riportare gli eserciti dei suoi membri nelle terre da cui una volta furono scacciati; per questa ragione come manifestazione di un pensiero alternativo al pensiero di guerra, l’Italia dovrebbe pubblicamente interdire a tutte le forze e installazioni non ita­liane della NATO presenti sul suo territorio, ogni attività che di fatto le implichi  nelle operazio­ni di guerra condotte da membri della NATO in Libia come in ogni altra parte dell’area mediterranea.Informiamo infine che è in corso di allestimento il sito web della Scuola, con funzione di giornale, insie­me al sito con funzione di biblioteca, che chiameremo “La biblioteca di Alessandria”, porto dei libri di­menticati o perduti o di quelli che sono ancora da scrivere perché l’umanità sia una e la storia continui.


Redazione l'Altrapagina.it


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