Sabato, 22 Febbraio 2020

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Turchia: continuano le persecuzioni contro i cristiani

APPELLO

Attraverso una fonte che chiede di rimanere anonima per motivi di sicurezza, ci è giunta notizia delle per­secuzioni che subiscono le comunità cristiane in territorio siriano e in quello turco. Il giorno 9 Gennaio sulle montagne Tur Abdin (in italiano Monti degli adoratori di Dio) nel sud-est della Turchia, è stato arrestato un monaco, padre Aho Sefer Bileçen, colpevole di aver prestato soccorso nel suo monastero a un cittadino curdo. Con lui sono stati arrestati anche due sindaci dei villaggi cristiani della zona. Una squadra di poli­ziotti turchi si è presentata alle 6 di mattina al monastero per arrestarlo. La sua casa è stata devastata  e lo stesso trattamento è stato riservato ai due sindaci. Doppo alcuni giorni sia i sindaci che padre Aho Sefer Bileçen sono stati rilasciati, ma il clima di intimidazioni e di rappresaglie contro la popolazioni del luogo si fa sempre più pesante. Si segnalano infatti ulteriori sparizioni di persone di cui non si hanno più notizie.La comunità cristiana si è mobilitata e ha lanciato una petizione internazionale per chiedere la liberazione di padre Aho e per denunciare lo stato di isolamento di cui soffre la comunità siriaco-cristiana. 


CHIEDIAMO CHE CESSINO LE PERSECUZIONI
CONTRO LA MINORANZA SIRIACO-CRISTIANA

turchia continuano le persecuzioni contro i cristiani articolo altrapagina it1Continuano le perse­cuzioni contro le mi­noranze cristiane in territorio siriano e in quello turco. Il giorno 9 gennaio sulle mon­tagne Tur Abdin (in italiano Monti degli adoratori di Dio) nel sud-est della Turchia, è stato arrestato il monaco Aho Sefer Bi­leçen, colpevole, que­sta l’accusa, di aver prestato soccorso a un cittadino curdo. Con lui sono stati arrestati anche due sindaci di villaggi cristiani del­la zona. Una squadra di poliziotti turchi si è presentata alle 6 di mattina al monastero per portarlo in carce­re. La sua abitazione è stata devastata e lo stesso trattamento è stato riservato ai due sindaci. Dopo due giorni, i sindaci sono stati rilasciati, mentre il monaco-sacerdote Aho Sefer Bileçen è stato rila­sciato il 14 gennaio a seguito dell’appello presen­tato in Tribunale. Contro di lui era stato intentato un processo per presunto “aiuto al partito Pkk”. L’agenzia di stampa Mesopotamia ha successiva­mente riferito che l’arresto di Bileçen è avvenuto per la testimonianza fornita da un membro del Pkk, il quale ha affermato che Bileçen ha dato pane e acqua ai membri del suo partito, quando hanno visitato la chiesa nel 2018.

La scomparsa di una coppia di coniugi cri­stiano-caldea
turchia continuano le persecuzioni contro i cristiani articolo altrapagina it2Dopo tre recenti arresti di cittadini siriani avve­nuti nei villaggi sud-orientali della Turchia, si se­gnala la scomparsa di due coniugi siriaco-caldei: Hirmiz e Smuni Diri. La coppia vive nel villaggio di Mahre, nella regione montuosa di Hakkari, nel sud-est della Turchia. Dall’11 gennaio non si tro­vano più nella loro casa e nel loro villaggio: sono scomparsi. Il figlio della coppia, Ramzi Diril, sa­cerdote della chiesa cattolica caldea di Istanbul, ha dato l’allarme denunciando il fatto di non avere nessuna notizia dei suoi genitori e che le ricerche fatte finora non hanno prodotto nessun risultato.

Si sospetta che la loro scomparsa sia dovuta alle operazioni militari condotte dall’esercito turco in questa regione contro il Pkk curdo. Due anni fa, infatti, la coppia caldea fu accusata di aver aiu­tato i combattenti curdi nella loro zona. Si teme che vi sia una stretta relazione tra questo fatto e la sparizione, in quanto il Pkk curdo armato è considerato un gruppo terroristico dalla Turchia.

La mobilitazione della comunità cristiana
La comunità cristiana si è mobilitata contro que­sti arresti e sparizioni di persone, e ha lanciato una petizione internazionale per chiedere la libe­razione di padre Aho e per portare a conoscenza dell’opinione pubblica di quanto sta accadendo in questa regione.

Padre Aho ha restaurato il monastero di San Giacomo (in aramaico Mor Yakup), che si trova nel Turo d’Izlo, in provincia di Nusaybin: sono le montagne del Tur Abdin = (i Monti degli adora­tori di Dio). Il monastero, quasi completamen­te distrutto, era rimasto disabitato per più di 40 anni. Con l’aiuto di Dio e di tutta la comunità cristiana presente nella regione, il monastero miracolosamente è stato riaperto ai suoi fedeli nel mese di maggio 2015 e ora è a disposizione di tutta la popola­zione locale, per la gente di ogni credo, di ogni etnia. Inoltre è aperto a tutti i visitatori, turisti stranieri, turisti locali e per ogni singola persona.

Le intimidazioni durano da molto tempo
Nel 2017, 2018 e 2019 la monta­gna Turo d’Izlo è stata incendiata da sconosciuti ben 3 volte all’an­no, e nel mese di agosto scorso, oltre a bruciare centinaia di vigne dei 4 villaggi cristiani che vivono in questa zona, il fuoco ha rag­giunto il monastero distruggendo moltissimi olivi e tutti i giardini del monastero. I paramilitari che si trovano nella zona, da più di 40 anni hanno inizia­to a incendiare tutte le montagne del Tur Abdin con la scusa di cercare i terroristi che si nascondono all’interno di queste montagne. Il loro piano è, in realtà, quello di appropriarsi dei pochi terreni che appartengono alla comunità cristiana. L’operazio­ne viene eseguita in modo sistematico al fine di in­timidire e disturbare i siro-cristiani che non voglio­no abbandonare i loro villaggi e per estirpare la loro storia e la loro cultura di origine siro-aramaica.

Una persecuzione che viene da lontano
Prima del genocidio del 1915 in questa regione  del Tur Abdin vivevano più di 300.000 cristia­ni. La Mesopotamia è la culla dei siro-cristiani di origine assiro-babilonese. Purtroppo nel 1915 furono trucidati e massacrati più di 500mila cri­stiani del Tur Abdin da parte dell’impero ottoma­no. Questo dramma continua fino a oggi.

Negli anni passati i cristiani non sono stati pro­tetti da nessuna nazione e sono stati abbandona­ti a loro stessi. Oggi sono rimasti a vivere nella regione del Tur Abdin circa 3000 siro-cristiani. Cosa è successo al mio popolo e dove sono an­date queste persone? Perché hanno lasciato la loro terra? I siro-cristiani sono sempre rimasti fedeli all’Impero Ottomano e alla Repubblica di Turchia! Su una popolazione turca di 80 milioni di abitanti, i siro-cristiani che vivono in questo Paese sono rimasti circa 20mila persone, di cui 3mila vivono nel Tur Abdin e sono abbastanza forti per portare la pace e la prosperità in questa regione. Il loro patrimonio Assiro-Babilonese è una grande ricchezza, sia per la Turchia sia per il mondo intero. Purtroppo, durante questi anni tutte le strutture storiche, monasteri, chiese e bi­blioteche sono state distrutte, bruciate, saccheg­giate e oggi rimane circa il 5% del loro grande patrimonio culturale. (Fonte riservata).

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