
Il 20 aprile 2026 sarà trascorso un anno dall’incendio che, nel pomeriggio della domenica di Pasqua ‘25, distrusse 1850 tonnellate di materiali stoccati nei piazzali della Lucy Plast di Umbertide (vedi qui https://www.altrapagina.it/PDF/2025/Maggio-2025-altrapagina.pdf).
In termini di rilascio di sostanze in atmosfera quell’episodio ha significato per ogni tonnellata di plastica bruciata (secondo la letteratura tecnica) :
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sostanze emesse |
stima per 1 tonn |
range per 1850 tonnellate |
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Anidride carbonica (CO₂): |
2.5 – 3.0 ton |
da 4600 a 5500 tonn. |
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Monossido di carbonio (CO): |
0.05 – 0.2 ton |
da 90 a 370 tonn. |
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Particolato (PM10): |
5 – 20 kg |
da 9 a 37 tonn |
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Composti organici volatili (benzene, toluene e simili) COV: |
5–30 kg |
da 9 a 55 tonn |
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Idrocarburi policiclici aromatici (IPA): |
0.1–1 kg |
da 0,2 a 1.8 |
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Acido cloridrico (HCl nel PVC): |
fino a 10–50 kg |
da 0 a 90 |
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Diossine-furani (PCDD/F): |
1–10 µg TEQ* |
da 1,8 a 18 milligrammi TEQ |
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* TEQ (tossicità equivalente, picogrammi/m³ o /g)
Un rogo sulle cui cause ed effetti la popolazione ha richiesto a lungo chiarimenti senza ottenere alcuna risposta se non un costante rinvio ai dati pubblicati nel sito dell’Arpa.
L’altrapagina ha sottoposto 11 domande (elaborate insieme al Comitato Pian d’Assino) a svariati soggetti istituzionali ottenendo risposte da Arpa e Assessore regionale all’ambiente. Da Comune, Protezione civile, Vigili del Fuoco, Usl Umbria 1 nemmeno un cenno di riscontro sulle misure che si sarebbero dovute prendere per evitare il ripetersi di tali accadimenti.


