Venerdì, 13 Marzo 2026

Marco Sarti: con le note nelle vene

Contrabbassista, visionario, antenna di jazz e global music

Marco Sarti con le note nelle vene altrapagina

Marco Sarti e Ramberto Ciammarughi a Experimenta 2021 (San Giustino) per il concerto di Simone Locarni – foto: Diego Zurli

Nel suo sistema circolatorio scorre certamente sangue ma c’è chi sospetta che, miscelate col plasma, ci siano... note musicali.

Parliamo di Marco Sarti (1956) per un paio di decenni richiamato da Apollo (divinità che infonde negli umani un’indomabile passione per la musica): lo si può immaginare abbracciato al suo contrabbasso risalente a fine  '700 così come lo ha disegnato al tratto un artista della berlinese Akademie der Kunste, Steve Piccolo… oppure mentre amoreggia con il suo basso (doppio pick up) “Precision Fender” acquistato ad Amburgo nel piccolo negozio dove compravano gli strumenti i Beatles (!)…

Un capitolo a cui è seguito quello, ancora più turbolento, della promozione e gestione di festival e concerti… mari tempestosi!
“Tempestosi” perché il mestiere di manager indipendente è a fortissimo rischio di naufragio (economico) se non si ha una buona stella che t’illumina la strada...

Ma nonostante i naufragi Sarti è riuscito a riprendere sempre il mare e, alle viste dei 69 anni, sta preparando la decima edizione di Experimenta, una delle rassegne – bomboniera di cui è consolidato artigiano: tre nomi a Sangiustino per tre mercoledì consecutivi di agosto.

Ad Experimenta  l’altrapagina magazine dedica un approfondimento: stavolta ci teniamo a far conoscere un operatore culturale che ha inciso nel paesaggio musicale di parti consistenti dell’Italia centrale, facendo base in Umbria.

Va detto senza ombra di piaggeria: una delle caratteristiche della sua esperienza culturale e professionale è quella di aver individuato nell'arco di 35 anni figure di musicisti e musiciste che solo le persone “addette” ai lavori conoscevano.

Artiste e artisti che, pian piano, sono fiorite anche per le orecchie e gli occhi del pubblico.

 

Nel tuo cospicuo curriculum fai l'elenco delle tue decine di programmi e stagioni musicali che hai inventato: quali ti sono rimaste nel cuore e dove hai cercato di radicarle?

La prima è nata nel 1990, con il nome di Jazz Fest in Umbria che poi si trasformò in Metronome: è

durata circa vent'anni. Abbiamo avuto nomi stellari da Chick Corea Joe Zawinul, Al Di Meola, Paco De Lucia e tanti altri. Un super festival insomma che praticamente ha fatto impallidire Umbria Jazz … (a questo punto, la risata di Marco Sarti è ampia e grassa, n.d.r.).

Dopo questa grande esperienza sono iniziate anche collaborazioni all'estero abbiamo fatto delle manifestazioni importanti con sponsor prestigiosi come la Swarovski.

In Umbria un'altra manifestazione a cui sono molto legato è per esempio Isole: un progetto bellissimo inventato dalla mente fervida di Maurizio Terzetti di Assisi che all'epoca era dirigente della cultura alla Provincia di Perugia che  inventò il primo festival “itinerante”: foreste, boschi, abbazie, prati di montagna.

Credo fosse il 2000 quando cominciammo e andammo avanti sette anni. Era una formula così bella che ce l’ hanno copiata: il “clone” più famoso in Italia è Musica nelle Dolomiti. E’ necessario ricordare che l'ispirazione parte da noi ed ha un successo nazionale travolgente.

 

Un altro festival organizzato da te che ha segnato la tua esperienza?

Mi viene subito in mente  Jazz on the Coast sulla Riviera Amalfitana per la bellezza dei luoghi e il calore del pubblico… eravamo intorno al 2000 ...

 

 E in Umbria?

Ricordo che a Montone portammo (con Metronome) Steve Lacy con musicisti diventati star mondiali come Ralph Towner. Richard Galliano...

 

Con Richard Galliano tu hai lavorato visto che sei anche un musicista, non solo esploratore – organizzatore...

Con Richard Galliano  che scoprii in Francia, sconosciuto perché lui al tempo suonava il trombone… lo affidai alle mani esperte del mio amico Mario Guidi, ora scomparso, con il quale divenne uno dei jazz manager più famosi nel mondo (scrisse lui le note al manifesto del mio primo jazz festival ad Umbertide nel '91). Sono anche musicista e ho il pallino del manager. Nel mio curriculum vanto anche la fondazione di un'agenzia di business e di management per giovani talenti che non ha trascurato musicisti affermati.

La tua rete di relazioni ha un respiro internazionale… facci qualche nome!

Abbiamo gestito tournée rilevanti: come Tania Maria e Eddie Gomez; c’è stato anche l'ultimo tour di Paco De Lucia prima della sua scomparsa: cinque date in Italia, tutte “nostre”.

Adesso sono concentrato su “Experimenta 10” nata in questa parte del nord Umbria dove vivo con la mia famiglia. Affacciati sulla Toscana parliamo di San Giustino e di un luogo magnifico (villa Magherini – Graziani) che, secondo me, potrebbe avere un futuro straordinario se messo in moto con le giuste potenzialità e risorse economiche adeguate.

Quindi potrebbe diventare una cittadella della musica?

Potrebbe diventare una cittadella non solo della musica ma della cultura a tutto tondo. Ci sono gli

spazi, una bellissima foresteria che in Umbria credo esista solo a Trevi, a Villa Fabri.

A Villa Magherini – Graziani  l'Amministrazione comunale dovrebbe fare tutti i sforzi possibili o per trovarle o per affidare a qualcuno che le trovi le risorse giuste perché il nord dell'Umbria, l’Alta Valle del Tevere  possa avere un ruolo trainante anche nella cultura.

Quest'anno abbiamo rimesso in moto un mio antico sogno : costituire una rete del centro Italia organizzativa fra la Toscana e le Marche. La Toscana si dice troppo impegnata in tantissimi progetti. Nelle Marche sto collaborando  con Michele Sperandio, batterista, direttore di piccoli festival, in diverse località delle Marche, tra cui Pedaso…

 

Ultima, la domanda di prammatica: progetti futuri?

Con base nella provincia di Fermo stiamo creando una joint venture (proprio con Michele) che potrebbe diventare un ponte artistico e culturale tra Marche e Umbria. Ci ispiriamo a idee portentose che vorremmo ulteriormente sviluppare con format originali come quelle che sono nate negli ultimi tempi: penso a “Risorgi Marche” che Neri Marcorè incarna come “deus ex machina” di una squadra che ha creato decine di “mini – woodstock” sui prati di montagna delle zone colpite dal terremoto. Mi viene in mente anche “Suoni contro vento” programma diffuso per decine di località sul versante umbro dell’Appennino.

Alla fine di questa chiacchierata incrociamo le dita per i prossimi 35 anni di proposte che ci arriveranno dall’indomabile umbertidese che è Marco Sarti.

Marco Sarti-Foto gallery 

Marco Sarti con le note nelle vene charlie heden altrapaginaCon Charlie Heden a Spoleto 

 Marco Sarti con le note nelle vene jazz fest 95 altrapagina 2Jazz Fest '95- Città di Castello       

Marco Sarti con le neote nelle vene altrapagina festivalA Spoleto (2001) uno "spin-off" di Metronome 

 

Marco Sarti con le note nella musica eugenio finardi altrapagina Intervista a Eugenio Finardi a Città di Castello       

 

Marco Sarti con le note nelle vene Steve lacy altrapaginaSteve Lacy (Metronome, a Montone)

 

Marco Sarti con le note nelle vene vodoo altrapaginaVodoo Music Festival- Trevi 2006 

  Marco Sarti con le note nelle vene jazz umbertide altrapagina Jazz Events- Umbertide 2015 

 

 

 di Andrea Chioini e Giorgio Filippi 

 


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