Mercoledì, 12 Giugno 2024

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Una comunità educante

UMBERTIDE. Una scuola che guarda al futuro.

silvia romano2

Il carattere profondo di una città si coglie dall’impegno che viene speso perché la scuola svolga al meglio la sua funzione di affiancamento delle giovanissime e giovani generazioni.

Per le esperienze che si stanno registrando Umbertide (ma anche Montone e Pietralunga) possono vantare il titolo di “comunità educanti”.

Per-la-pace, con-la-cura

La Giornata nazionale per la cura della vita, delle persone, del pianeta a cui hanno preso parte ragazze e ragazzi dell’Istituto comprensivo di Umbertide – Montone – Pietralunga costituisce una tappa del Programma di educazione civica imperniata sui principi della responsabilità e della pace. Di questo tema l’altrapagina si è già occupata nel numero di dicembre 2022 riferendo dell’udienza papale a cui hanno preso parte anche ragazze e ragazzi provenienti da Umbertide.

Le loro attività, svolte grazie alla volontà di una pattuglia di docenti volenterosi, sono riportate negli articoli a firma di Claudia Picottini, referente di progetto. Praticano un obiettivo che vale il futuro del pianeta e di tutti gli esseri viventi.

La scuola “Marcella Monini”

La scuola d’infanzia “Monini” (3-6 anni), progettata e finanziata con fondi per la ricostruzione post sisma 2016 (2,5 milioni), ha caratteristiche tali da poterla includere tra le migliori realizzazioni architettoniche pensate in Umbria da qualche decennio a questa parte. E presto si aggiungeranno nuovi padiglioni per il nido (0 – 3 anni).

Ne parliamo in due diversi articoli a firma delle dirigenti che si sono succedute in tutta la fase della ricostruzione.

Ma c’è dell’altro da evidenziare: la convergenza di idee e sensibilità tra la struttura di progetto (Ufficio tecnico comunale) e le indicazioni provenienti dal corpo insegnante. “Un fatto raro, per nulla scontato”, scrive Angela Monaldi “antica direttrice”.

Raffaella Reali che guida la scuola apre una finestra sulla ricerca-azione con l’Università di Bolzano sulle esperienze educative che mettono la Natura al centro dell’attenzione di bimbe e bimbi.

Un bell’esempio delle risorse professionali e culturali presenti nel settore pubblico: può aprire la via dell’innovazione e della trasformazione con buone ricadute sulla comunità.

Il progetto della scuola è firmato dall’architetta Elena Marcucci, in forza all’Ufficio tecnico comunale, una professionista che ha fatto dell’estetica e della funzionalità “scandinave” la sua ispirazione.

La direzione dei lavori è di Fabrizio Bonucci, ingegnere capo nello stesso ufficio. ◘

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