Mercoledì, 12 Giugno 2024

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Libri. Da “confini” a “frontiere sporche”: l’anima contaminata d’Europa

Frontiere.

silvia romano2

A.V. - Gli squilibri globali, le guerre, la crescente instabilità politica ed economica che continuano a spingere le migrazioni forzate avrebbero richiesto alla nostra Europa una risposta di civiltà. Essa ha, invece , scelto, con responsabilità che non va attribuita solo ai partiti nazionalisti e sovranisti, di difendere, innanzi tutto, le sue frontiere di mare e di terra, adottando decisioni politiche in aperta violazione con il diritto d’asilo come si era sviluppato nel diritto internazionale a partire dalla Convenzione di Ginevra del 1951 e nello stesso diritto dell’Unione.

Respinti. Le sporche frontiere d’Europa, dai Balcani al Mediterraneo è un libro, pubblicato nel 2022 da Altreconomia, irrinunciabile per chi voglia guardare da vicino e scavare a fondo. In esso sono descritti, con dovizia di informazioni accuratamente occultate dai media mainstream, questa strategia e i suoi frutti avvelenati. A maggio 2021, nel durissimo rapporto Disinteresse letale; ricerca e soccorso e protezione dei migranti nel Mediterraneo centrale l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani è tornato a denunciare il fatto che “i migranti rimpatriati in Libia rischiano sistematicamente e regolarmente la morte, la sparizione, la detenzione arbitraria, torture e maltrattamenti, violenze di genere, sfruttamento e altre violazioni dei diritti umani e abusi da attori statali e non statali”. Non si tratta di una “tragica anomalia ma di una conseguenza di concrete decisioni e pratiche politiche da parte delle Autorità libiche, degli Stati membri dell’ Unione Europea e delle sue istituzioni e di altri attori”.

“Sant’Agostino era africano. Oggi che fine avrebbe fatto? Forse respinto in Libia. Oppure disperso in mare. O magari rinchiuso in un centro di espulsione”. Questo leggiamo nella quarta di copertina de Il mare di mezzo al tempo dei respingimenti, Infinito Edizioni, opera del 2010 di Gabriele Del Grande, autore di coraggiose inchieste sulle migrazioni attraverso il Mediterraneo, divenuto, giorno dopo giorno, la via migratoria più letale del mondo, con oltre 19.000 tra morti e scomparsi solo tra il 2014 e i primi mesi del 2022, registrati ufficialmente dal Missing Migrants Project dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) . “Ciò è dovuto sia alla lunghezza del viaggio oltremare, che può durare giorni, sia ai modelli di contrabbando sempre più pericolosi, alle lacune nella capacità di ricerca e salvataggio e alle restrizioni al lavoro salvavita delle Ong – riconosce l’Agenzia delle Nazioni Unite - È probabile che molte altre morti non vengano registrate (…) perchè sono numerosi i naufragi invisibili”. ◘

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