Domenica, 29 Gennaio 2023

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Quando il vento dell'est...

Incontro immaginario tra Lì Qiang e Hu Jintao. (parte seconda)

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Li Quiang rimase silenzioso dopo il vibrante discorso di Hu Jintao. «Provo a risponderti, cercando di essere paziente» riflettè Li Quiang. «Io ero ancora bambino ma, dagli anni '70, con l’apporto di compagni come te, la Cina ha fatto progressi giganteschi: c’erano la fame, il deperimento insieme alle malattie. In Cina, letteralmente, si moriva a milioni. Decedevano i bambini, le donne, gli anziani, i giovani e i combattenti (quelli della rivoluzione maoista !). Ci aspettava un’altra “lunga marcia”. Si ripeteva: “assistere i poveri senza lasciare indietro nessuno”. Lo esemplifica il nostro ideogramma “fu” (aiuto, assistenza) che vuol dire “prendere qualcuno per mano e portarlo con cura fuori dalla sua condizione”. Oggi sono 900 milioni i cinesi affrancati dalla situazione di povertà estrema (per “povertà estrema” significava avere un reddito di circa 3218 yuan che, nel cambio di allora, rapportato a oggi, voleva dire 1 euro e 10 centesimi al giorno per persona). Una liberazione dall’indigenza. Mai, nella storia del mondo, si è potuto raggiungere un tale risultato in così pochi anni».

Il problema climatico

ScreenHunter 05 Jan. 04 09.04«Hai menzionato con la terribile frase “nuova apocalisse dell’aria” la condizione in cui si trova la Cina e in modo particolare Pechino. Io ti ricordo, compagno Hu Jintao, che, negli ultimi dieci anni, il nostro Paese è diventato il primo investitore del mondo nelle energie rinnovabili. Puntiamo ad abbassare l’inquinamento da energie fossili del 65% rispetto al 2005 e siamo sulla buona strada. Aumentiamo del 20% ogni anno le energie non fossili incrementando, tra l’altro, lo stock delle foreste con 4,5 miliardi di metri cubi, sempre rispetto al 2005. È vero la Cina è diventata il primo generatore di CO2 al mondo davanti agli Stati Uniti. Occorrerebbe dire che, in rapporto al numero degli abitanti, un Americano ha consumato, nel 2018, il triplo di energia rispetto a un Cinese (secondo i dati dell’ AIE, Agenzia Internazionale dell’Energia). Cento miliardi di dollari all’anno è quello che la Cina investe in energie rinnovabili, più del doppio degli investimenti annuali americani ed europei messi insieme». (Jonathan Woetzel, Energies renouvelables, quand la Chine fait sa révolution, Les Echos, 24/08/2017).

Il sole, il vento e l’acqua

«La Cina è diventata la leader della produzione mondiale di energie solari. Già nel 2018 la Cina rappresentava il 71% dello spazio fotovoltaico mondiale. Spettacolare ed esemplare è la costruzione a Datong, nella provincia di Shanxi, a poche centinaia di Km a ovest di Pechino, della gigantesca centrale solare fotovoltaica a forma di Panda quando il vento dell est altrapagina mese dicembre 2022 3(l’animale per eccellenza feticcio cinese). Si voleva sensibilizzare le giovani generazioni alle energie rinnovabili. La centrale alimenta quasi 600.000 siti abitativi. E sul vento, non siamo da meno, caro Presidente Hu Jintao. Tra il 2019 e il 2020 la produzione di elettricità per mezzo di pale eoliche è passato dal 28,4% al 40% del totale mondiale. Con le pale eoliche marine (offshore) siamo secondi dopo l’Inghilterra, ma prima della Germania. Puntualizzo che, dopo il 2021, il prezzo dell’elettricità prodotto dalle pale eoliche non può essere superiore a quello prodotto dalle vecchie centrali di carbone”. (Dati dedotti da GWEC, Consilio Mondiale dell’Energia Eolica). Sull’acqua, dalle sole 22 dighe del 1949 siamo passati a 22.000 dighe. Dal 2020 su 34 dighe giganti distribuite nel mondo (3.000 MG), 13 sono in Cina» (Quand la Chine s’éveille vert … Nathalie Bastianelli, L’aube Ed.).

«Caro Presidente Hu, mi scuso per averti inondato, puntigliosamente, di cifre e dati delle Agenzie Internazionali, non sempre facilmente comprensibili. Desideravo che il nostro Paese apparisse come un continente proiettato stabilmente verso il futuro. Per quanto ti sei dedicato alla Cina, avremo cura di te, prodigandoci affinché tu abbia tutto il bene che ti meriti. Possiamo sognare insieme e, tra qualche anno, svegliarci “verdi”».

Precisazione necessaria

Li Quiang, 63 anni, inserito ai vertici del Partito Comunista cinese. Sindaco di Shanghai e governatore della provincia di Zhejang e di quella di Jiangsu, sulla zona costiera, non lontane da Shanghai. Fedelissimo sodale di Xi Jinping, aspira a diventare Presidente alla scadenza del mandato dell’attuale Presidente. ◘

di Antonio Rolle


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