Venerdì, 09 Dicembre 2022

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"Come il vento sul monte" il canto di Saffo

E sia poesia.

silvia romano2

L’amore, con tutte le sue variegate implicazioni nella lirica monodica di Saffo, diventa protagonista assoluto, offrendo riflessioni psicologiche attraverso le quali la poetessa mette a nudo sé stessa, esprimendo emozioni a divinità o ad esseri umani, evocando altresì infatuazioni amorose per soggetti femminili, non sempre concretizzatesi e ricambiate. La spiccata natura introspettiva della poetessa, caratterizzata da una forte vena intimistica, la porta a considerare tutti gli elementi della natura come entità intrise di sacralità che invitano alla contemplazione della bellezza, e viene espressa attraverso una poesia raffinata e sublime, composta da versi sensibilissimi e delicati.

Tralasciando la rivalità del tutto campanilistica, sulla nascita della poetessa (630 a.C. – 570 a.C.), tra le città di Ereso e Mitilene, entrambe situate nell’isola di Lesbo, si rileva, invece, l’origine aristocratica della sua famiglia, coinvolta nelle lotte politiche tra i vari tiranni che, all’epoca, si contendevano il dominio di Lesbo, a seguito delle quali, ai tempi della caduta dei Cleanattidi, fu esiliata in Sicilia da Mitilene per circa un decennio. Regnante Pittaco, fautore di restrizioni improntate a rigida austerity contro lo smodato lusso della classe aristocratica, la poetessa rimpatriò, diventando direttrice ed insegnante di un Tìaso (originariamente associazione religiosa dedita al culto orgiastico di Dioniso), che lei improntò al culto di Afrodite, sorta di collegio per giovani fanciulle di nobili famiglie, da formare ai valori aristocratici del tempo quali l’amore, la delicatezza, la grazia, la capacità di sedurre, il canto, l’eleganza raffinata dell’atteggiamento. Alla dea dedicò un celebre inno, ricalcato sulla forma di quelli omerici, ma umanizzando il rapporto con la divinità che diviene confidenziale. All’interno del Tìaso erano inevitabili rapporti di omoerotismo, sia tra le allieve, che tra esse e Saffo: rapporti non solo tollerati ma anche incoraggiati nella società della Grecia arcaica, poiché si riteneva essere propedeutico all’amore eterosessuale del matrimonio. La fine del percorso collegiale delle sue amate lasciò inesorabilmente un vuoto e una solitudine amorosa nella poetessa, sentimenti a lungo covati che, con lo svanire della sua giovinezza, la portò ad esprimerli nel sublime frammento poetico Tramontata è la luna. Nonostante i due temi principali di questa lirica monodica siano, come sopra già riportato, l’inesorabile trascorrere del tempo e la solitudine amorosa, è oramai unanimemente riconosciuta anche e soprattutto la valenza erotica del carme.

La trasversalità temporale e di genere dei sentimenti amorosi, dunque, non genera diverse forme di amore, ma un’unicità amorosa. ◘

Di Joel Gentili

ScreenHunter 10 Oct. 24 11

A cura di GIO2 (Giorgio Bolletta e Giorgio Filippi)


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