Venerdì, 09 Dicembre 2022

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La destra al governo

Elezioni a Città di Castello. L’Alta Valle del Tevere svolta a Destra.

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Quelli di Centro-destra se la godono. Ne hanno tutte le ragioni. Ma non esibiscono l’ebbrezza della gioia. Sanno cosa li attende, ora che dovranno governare in uno scenario economico-sociale e internazionale così difficile. Quelli di Centro-sinistra si leccano le ferite. Per modo di dire. Ciascuno si lecca le proprie ferite e continua a sputare sulle ferite del compagno di strada. Tipico…

È tutto un parlare di Letta, Calenda, Conte, Meloni, Salvini e via dicendo. Normale. Del resto si è trattato di elezioni politiche nazionali. Tuttavia noi altotiberini viviamo in questa valle e qui eleggiamo i nostri amministratori e i nostri rappresentanti in parlamento. Quindi sarà bene ficcare il naso in quello che sta avvenendo dalle nostre parti. Se non altro per renderci conto di come sta cambiando la società nella quale viviamo.

In dati, innanzitutto. Nell’Alta Valle del Tevere umbra e toscana la vittoria del Cd (d’ora in poi userò Cd per Centro-destra e Cs per Centro-sinistra) è straordinaria, persino esagerata, considerando la nostra storia politica del dopoguerra. Supera il 50% dei voti a Pietralunga (56,9%!), Monterchi, Caprese Michelangelo e Pieve Santo Stefano. Arriva tra il 47 e il 50% nelle umbre Monte Santa Maria 49,6%, Città di Castello  47,8%, San Giustino 47,7%, Citerna 47,6%. In tutti questi comuni il dato del Cd è migliore della media regionale umbra, che è del 45,8%. Percentuali che troviamo anche a Sansepolcro (46,9%) e Anghiari (48,2%). Dove ottiene consensi più bassi, a Umbertide (41,5%) e Montone (40,7%), sopravanza comunque il Cs; quasi dell’8% a Umbertide.

Al trionfo del Cd corrisponde il disastro del Cs. Supera il 30% a Montone, Umbertide e Monte Santa Maria, ma è sotto in tutto il resto del territorio. Con risultati modestissimi a Pietralunga, Pieve Santo Stefano e Monterchi. Il distacco del Cs dal Cd mette paura (a chi vota Cs, ovviamente…): quasi il 40% a Pietralunga, tra il 18 e il 20% a Città di Castello, San Giustino e Monte Santa Maria (tutti comuni amministrati dal Cs), intorno al 30% a Pieve Santo Stefano e Caprese, un po’ di più a Monterchi, il 20% ad Anghiari, oltre il 18% a Sansepolcro e Citerna. Solo a Montone e Umbertide la sconfitta del Cs è molto meno vistosa. Eccettuato Montone, la trincea dei Comuni altotiberini amministrati dal Csi non ha resistito all’onda d’urto di uno straripante Cd.

Solo colpa delle improvvide divisioni all’interno del Cs? Macché! Se il Cs si fosse alleato con Calenda e il cosiddetto Terzo Polo, sarebbe stato sconfitto ovunque, tranne che a Montone; e quasi dappertutto con un distacco enorme. Se invece si fosse affiancato ai 5Stelle di Conte, avrebbe vinto solo a Umbertide e Montone; inoltre, considerati i distacchi, nessun altro Comune sarebbe stato contendibile al Cd.

Quanto all’ipotetica larghissima alleanza anti-Cd, comprendente il Pd, i 5Stelle e Calenda, avrebbe vinto anche a Sansepolcro e sarebbero stati contendibili altri Comuni, come Città di Castello, San Giustino e Citerna. Si tratta però di un esercizio meramente matematico, dal momento che è ovvia l’incompatibilità tra 5Stelle e Calenda.

Il Cd avrebbe comunque vinto, e alla grande. In questo scenario, sorprende l’entità dell’exploit di Fratelli d’Italia (FdI), che saccheggia l’elettorato già perso dal Cs a vantaggio della Lega nelle ultime regionali. Quasi ovunque un cittadino su tre ha votato FdI, sopravanzando dappertutto il Pd, tranne che nella zona Umbertide-Montone. Il vantaggio acquisito sul Pd da parte di FdI (erede del Msi e di An, non lo dimentichiamo) è incredibile, se consideriamo che un tempo la nostra era una valle “rossa”: +9-10% a Città di Castello, Sansepolcro e Citerna, +12-13% ad Anghiari e San Giustino, + 14% a Pietralunga, + 16% a Caprese, + 18 a Pieve Santo Stefano, +21% a Monterchi.

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A parte Fratelli d’Italia, nessun altro partito può permettersi – numeri alla mano – di sentirsi soddisfatto per la propria prestazione nell’Alta Valle del Tevere. Nel Cd, la Lega subisce un pesante ridimensionamento. Forza Italia ha in quasi tutti i Comuni una percentuale di consensi inferiore al dato nazionale (8,3%). I 5Stelle, che in Umbria si sono attestati sul 12,6%, sostanzialmente eguagliano questo dato a Umbertide, ma vanno peggio ovunque, soprattutto nella Valtiberina toscana. Il Terzo Polo non decolla affatto. In 6 Comuni umbri su 7 resta sotto la percentuale regionale dell’8% circa. A Città di Castello, dove aveva in lista l’ex assessore e poi candidata a sindaco Luciana Bassini, ha preso il 7,8%. Verdi e Sinistra hanno dato nella valle un apporto molto modesto al Cs, con un risultato molto inferiore al 3,5% ottenuto sul piano nazionale. Anche +Europa ha deluso: da nessuna parte, qui da noi, ha toccato il 2,9% preso in Italia; tranne che in un Comune, non ci si è nemmeno avvicinata.

Questi i dati. Chi ha stravinto, avrà diverso tempo a disposizione per capire come consolidare le posizioni. Quanto è successo alla Lega dimostra che l’elettorato è ormai molto fluido; guai a dormire sugli allori. Chi ha perso dovrà fare un bagno di umiltà.

Non pare però che stia avvenendo. La colpa della sconfitta è sempre dell’altro. A sentire in giro, è il Pd che ha sbagliato tutto. Certamente i suoi errori li ha fatti. Se a Città di Castello, dove aveva in lista due pezzi da novanta come Anna Ascani e Walter Verini, perde rispetto al 2018 quasi 2.000 voti, il Pd ha indubbiamente problemi seri. Ma non si possono scaricare solo sul Pd le colpe di una sconfitta così rovinosa del fronte democratico e antipopulista.

Alla sinistra e alla destra del Pd si muovono ben sette partiti e partitini, alcuni dei quali acerrimi avversari l’un dell’altro. Prendiamo a mo’ d’esempio i dati di Città di Castello. Chi sta alla sinistra del Pd, 5 partiti inclusi i più antagonisti e i 5Stelle (che è sempre problematico etichettare), mettono insieme poco più del 16%. Chi sta su posizioni più moderate non va oltre il 10,5%. Si dovranno pur chiedere tutti quanti perché, nonostante gli spazi che pure offrono loro le inadeguatezze del Pd, non riescono a conquistare consensi più ampi tra l’elettorato. ◘

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