Giovedì, 29 Settembre 2022

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Le donne al potere

CILE. Intervista a Pablo Berechenko, esule cileno: seconda parte.

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Sono 14 le donne nominate su un totale di 24 ministri: un’utopia realizzata, una scelta che nessuno ha mai voluto fare in nessun governo esistente...

«Questa decisione viene da lontano. Nel 1934 fu ottenuto il diritto di voto alle donne per le elezioni comunali e nel 1949 tale diritto fu riconosciuto alle donne per le elezioni presidenziali e parlamentari. L’otto marzo 1980 la “Marcia internazionale della donna” aprì la strada alla prima mobilitazione sociale di massa contro la dittatura di Pinochet. In quell’occasione, 118 manifestanti furono arrestati e cinque deportati. Successivamente, durante il periodo di transizione, l’undici marzo del 2000, la socialista Michelle Bachelet, viene nominata Ministro della Sanità. Due anni dopo ricopre la carica di Ministro della Difesa. In seguito, durante il suffragio universale diretto, viene eletta Presidente della Repubblica dal 2006 al 2010. Il suo primo gabinetto ministeriale è composto di dieci donne e dieci uomini: Michelle Bachelet viene rieletta per un secondo mandato dal 2014 al 2018. “Essere un governo femminista significa cambiare il modo in cui ci relazioniamo tra di noi, con cui vediamo il mondo che è stato raccontato dagli uomini per troppi secoli”, ripete Gabriel Boric. La nomina di 14 donne ministro su 24 è il culmine di tale evoluzione.

Izkia Siches è la prima donna al Ministero degli Interni. Un altro evento senza precedenti è la creazione del Ministero delle donne per la “parità di genere”. Camila Vallejo diventa Ministro delle Segreteria Generale del Governo. Vallejo e Giorgio Jackson sono stati compagni delle marce studentesche fin dal 1994 e membri del famoso “Comitato studentesco”. Ministro della difesa è la socialista Maya Fernández, nipote dell’ex presidente Salvador Allende. Tra gli altri incarichi di ministro donne ci sono quelli in ambito sociale e ambiente e quello di Ministra dello Sport. Allo stesso tempo, ma in un altro quadro istituzionale, María Elisa Quinteros viene eletta Presidente della Convenzione Costituzionale. La Convenzione Costituzionale, facendo eco della volontà delle donne del nuovo governo, approva il principio dell’“Interruzione Volontaria della Gravidanza. Principio che sarà oggetto di una legge che verrà proposta dal Congresso Nazionale. È vero, in ogni caso, che la “parità di genere” è lungi dall’essere raggiunta nell’attuale Camera dei Deputati: sono ancora 55 le donne (35,5%) e 100 uomini (64,5%)».

Osservando i bambini e i giovani del nuovo Cile mi viene in mente che non abbiamo il diritto di fallire». Sembra una grande visione utopica. È un percorso veramente realizzabile?.

le donne al potere altrapagina mese luglio agosto 2022 1«La giovinezza di Gabriel Boric e quella dei suoi compagni emersi dai movimenti universitari del 2006 come Camilla Valejo, Giorgio Jackson, Izkia Siches, Julio Isamit e altri, segna un cambio generazionale nella vita politica cilena. Ciò ci fa pensare che il programma della coalizione “Apruebo Dignidade” sia realizzabile sebbene solo in una certa misura. Il discorso di Gabriel Boric fa appello a categorie sociali come i bambini, i giovani, le donne, tutta la galassia dei popoli indigeni, le minoranze, le classi popolari ecc. Fondamentale è il riferimento, e soprattutto quello di giovani che, nel nuovo Cile, sono stati in prima linea nelle proteste dell’“Estallido social”.

I giovani di questo nuovo Cile, al quale si riferisce Boric, non conoscevano quel carattere criminale e brutale della repressione della dittatura. E ancora oggi, dal 2019, la repressione della polizia è stata brutale: hanno sparato sugli occhi a chi manifestava (quasi come segno simbolico!). Alcuni sono rimasti per sempre ciechi. Il paradosso è che una parte di questi manifestanti non appoggia Gabriel Boric, ritenendolo responsabile della repressione stessa. Non si deve, infatti, dimenticare che l’opposizione al nuovo governo è ancora fortissima e sostenuta. Per esempio, la stampa e la TV sono sostanzialmente in mano a privati imprenditori. Anche i proprietari delle potenti multinazionali della produzione del rame guardano con sospetto estremo al nuovo Governo cileno. Contro il Governo cileno sono i proprietari dell’acqua, molti militari in pensione che hanno inviato una lettera minacciosa al Governo di Gabriel Boric. E poi ci sono, contro a prescindere, tutti i possessori d’immense fortune (i “gigacapitalisti”: Iris Fontbone, Horst Paulman, Julio Ponce Lerou (genero di Pinochet), le famiglie di Roberto e Patricia Angelini, l’ex Presidente cileno, per ben due mandati, Sebastián Piñera ecc. Si tratta di una concentrazione di ricchezza corrotta e cinica che può pericolosamente impedire alla Coalizione dell’“Estallido social” di poter governare». ◘
(la prima parte dell'intervista è stata pubblicata nel mese di Giugno)

di Antonio Rolle


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