Venerdì, 03 Dicembre 2021

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Friuli Venezia Giulia: su e giù sulle montagne

VIAGGI IN BICICLETTA: sport - cultura - ambiente. Di Benedetta Rossi.

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Dopo il viaggio narrato nel libro “Una Guida di Emozioni” vi presento brevemente l’avventura di questa estate in Friuli Venezia Giulia, una regione varia e particolare, tra estese pianure, lagune e imponenti montagne.

Arrivati in treno a Pordenone ci siamo diretti verso il mare passando per Palmanova, la città  a pianta poligonale,  Aquileia con i suoi bellissimi mosaici e siti archeologici fino a raggiungere Grado, piacevole città di mare. In traghetto siamo sbarcati a Trieste. Da lì, dopo un pit stop forzato a causa della pioggia, abbiamo visitato Gorizia, al confine tra Italia e Slovenia, per poi avvicinarci sempre di più alle montagne, passando per il suggestivo lago di Cavazzo. Dopo cinque giorni finalmente saliamo di quota, con la prima e impegnativa salita che ci porta a Sella Nevea, 1.190m, situata tra il Montasio (2.754m) e il Canin (2.587m), due colossi delle Alpi Giulie. Ci sostiamo due giorni, conquistando la vetta del Canin tramite la via ferrata Julia, esposta e adrenalinica. Un  trekking lungo ed entusiasmante, ma non per principianti a causa del percorso impervio e della via ferrata che deve essere effettuata solo con la giusta attrezzatura e la consapevolezza della sua difficoltà. A causa dei giorni contati non abbiamo potuto andare sull’altopiano del Montasio, famoso per le sue numerose malghe e i buoni formaggi.

Lasciamo con nuove amicizie Sella Nevea per raggiungere Tarvisio e i bellissimi laghi alpini di Fusine dominati dal monte Mangarat (2.679m), anche esso tralasciato per questioni di tempo. Da Tarvisio percorriamo un buon tratto della ciclabile Alpe Adria per raggiungere Tolmezzo. Bella e ben tenuta, vi giungiamo ripercorrendo il tracciato della vecchia ferrovia, tra tunnel e ponti sospesi nel vuoto, dove alcune delle vecchie stazioni sono state riconvertite a punti ristoro per i ciclisti.

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A Tolmezzo ci accoglie il sole ma poco dopo sopraggiunge un temporale, così saliamo nel pullman e decidiamo di andare a Udine, che visiteremo sotto la pioggia.

Il giorno successivo, saltato il trekking sul Monte Amariana, decidiamo di affrontare la salita regina del Friuli e una delle più toste di Europa: lo Zoncolan. Faticoso e senza respiro, ci ha regalato una grande emozione arrivati in cima. Le nostre gambe e le nostre  bici non si sono fatte spaventare nonostante la pendenza.

Peccato ci sia saltato il giro del Monte Crostis, con la panoramica delle vette, chiuso  a causa di una frana.

Abbiamo ancora una settimana a disposizione e ripartiamo per nuove montagne, questa volta  facenti parte delle Alpi Carniche. Raggiungiamo il paese di Forni Avoltri e iniziamo i 10 km impegnativi che ci porteranno al camping, situato a 1.300 m, vicino all’abitato di Collina. Fuori dal mondo, proprio ai piedi del Coglians (2.780m), il monte più alto del Friuli. Un’oasi di pace e tranquillità, dove siamo rimasti tre notti e abbiamo fatto due bellissime escursioni: il lago di Volaia, al confine tra Italia e Austria, passando per il rifugio Marinelli e il sentiero Spinotti e la cima del Coglians, entrambe lunghe e impegnative, ma molto belle. Lasciamo Collina per andare questa volta verso le Dolomiti friulane a Forni di Sotto.  Ancora altre salite per arrivare a destinazione. Raggiunta  la cima del Clap Varmost tramite una ferrata molto impegnativa,  siamo riusciti a vedere il perfetto profilo delle Dolomiti e in lontananza le Tre Cime di Lavaredo.

Concludiamo la vacanza con il lago di Barcis, raggiunto dopo aver superato il valico del  suggestivo Passo Rest.

Una vacanza piena di emozioni, scoperte, imprevisti e amicizie. Una montagna meno turistica ma più cruda, più reale, più incontaminata. Una Regione dove la gentilezza è un tratto dominante nelle persone. L’itinerario non è stato sempre facile: tanti chilometri, tante salite ma anche tanti sorrisi e sicuramente

di Benedetta Rossi


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