Venerdì, 03 Dicembre 2021

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A che punto è la notte

Città di Castello. CULTURA. Mostra di Raffaello.

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Della mostra di Raffaello in Pinacoteca comunale a Città di Castello – che secondo le informazioni diramate dal Comune sarà visitabile a partire dal 30 ottobre di quest’anno – molto rumore si fa nella piazza tifernate, ma nulla appare nei siti di informazione nazionali o internazionali. E pensare che tale esposizione dovrebbe portare turisti a frotte e procurare sostanziose, benefiche ricadute sull’economia del territorio! Ma il turista/viaggiatore/amante dell’arte, se cerca nei mensili, trimestrali, quindicinali, settimanali o quotidiani (anche online), non trova nulla di nulla.

Tra il dire e il fare ci sono molte incongruenze. Ad esempio, è certo che nella Pinacoteca tifernate, a tutt’oggi, non esista traccia di allestimento, nonostante esso fosse menzionato nell’invito del Comune alla presentazione del manifesto della mostra, tenutasi il 18 settembre scorso al Teatro degli Illuminati. Peraltro, in tale sede, non è stato annunciato il giorno dell’inaugurazione del grande evento. Così come è certo, mentre scriviamo, che i prestiti delle opere non sono stati tutti confermati. Si vocifera di riproduzioni, video, materiale documentario, 3D e quant’altro. Il povero Raffaello finora si è dovuto accontentare dell’ennesima presentazione del restauro del suo Stendardo (effettuata, peraltro, al Teatro comunale e non in Pinacoteca).

a che punto e la notte mese ottobre 2021Ora è pur vero che il Covid ha costretto a continui rinvii, ma quest’ultimo (settembre-ottobre) appare più imputabile alla macchina tecnico-amministrativa che alle bizzarrie dell’epidemia. Tutti hanno interesse a che la mostra veda la luce del giorno per l’indubbio interesse che essa riveste per la città, per le possibili ricadute economiche, per la visibilità che dovrebbe assicurare a livello nazionale e internazionale. Ma  più che il giorno sembra ancora prevalere la notte. Pare, infatti, che, nelle stanze dei bottoni, si sia letteralmente in alto mare, nonostante si sia provveduto a dotarsi di una persona che funge da “registrar” (che dovrebbe richiedere le opere…).

Ripercorrendo a ritroso il lungo percorso della mostra si nota che l’iniziativa ha dovuto lottare fin dall’origine con la scarsità di risorse. Partita con un bilancio di previsione di 120.000 euro, con la delibera di Giunta comunale n. 171/2021 l’asticella è stata portata a 237.000 euro. Cifra indubbiamente considerevole, ma assolutamente in linea con i costi necessari per allestire eventi di tale natura. La valutazione da fare, eventualmente, è sulla corrispondenza tra la spesa effettuata e il contenuto della mostra stessa, se le opere presenti siano originali o semplici riproduzioni, se gli allestimenti siano all’altezza delle opere esposte, se il loro contenuto sia di qualità o meno e via dicendo. Ma si tratta di valutazioni possibili solo a posteriori.

Colpisce invece che il ricorso all’Art Bonus, il meccanismo di finanziamento da parte di privati in opere culturali e dello spettacolo, abbia portato alle casse del Comune solo 12.500 euro per la realizzazione della mostra. In altre parole a Città di Castello non esistono imprenditori come Diego Della Valle o, per rimanere nella nostra Regione, come Brunello Cucinelli, che vogliano mettere la faccia su un evento di tale rilevanza, capace di garantire un ritorno d’immagine importante, usufruendo anche di un credito d’imposta di notevole entità. Ciò non significa solo capacità di investimento, ma sensibilità, cultura, comprensione della storia di un territorio, dell’apporto dato da artisti di grande valore, del fatto che quei saperi si sono sedimentati e tramandati e hanno fatto crescere consapevolezza e intelligenza, e quindi è anche grazie a loro se una comunità riesce a esprimere una imprenditoria di qualità. Se la bellezza è la cifra di ciò che si immette nei beni prodotti, è in gran parte frutto di questa eredità. Ma più che di ignoranza e insensibilità, è molto probabile che la scarsezza del raccolto dipenda in massima parte dal tardivo ricorso all’Art Bonus e anche dal fatto che la politica non ha saputo fare bene il suo mestiere, esercitando quella moral suasion che il nuovo strumento legislativo consente.

In ogni caso la mostra sta per aprire i battenti, e solo allora sarà possibile verificare, come si dice, lo stato dell’arte. L’unica cosa auspicabile è che il ballottaggio e le procedure per l’insediamento del nuovo Sindaco non frappongano nuovi e ulteriori ostacoli all’evento. ◘

Redazione Altrapagina


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