Mercoledì, 22 Settembre 2021

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Transumanza

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La transumanza ha rappresentato uno dei più importanti fenomeni economici italiani del secondo millennio, e la regolamentazione e le norme di tutela che i vari governi che si sono succeduti dal XII secolo in poi hanno emanato in favore di tale pratica ne sono una dimostrazione; d’altronde è stato calcolato che nel XV secolo i capi ovini che percorrevano i tratturi erano circa tre, forse quattro, milioni, saliti a quasi sei milioni nel XVII secolo! Nel 1806, con le leggi di eversione della feudalità e di riforma agraria emanate da Giuseppe Bonaparte, la “Dogana Grande” e la “Doganella d’Abruzzo” vennero abolite, i tratturi smembrati e le terre demaniali pascolive del Tavoliere concesse agli agricoltori; la conferma si ebbe nel 1865, con una legge del Parlamento italiano che abolì ogni diritto di pascolo estivo e invernale, di promiscuità o di uso civico sui terreni un tempo destinati all’attività pastorale. Sebbene non più utilizzata per il transito delle greggi, la rete tratturale abruzzese-molisana-pugliese è rientrata nel regime di tutela nazionale in quanto considerata un bene di notevole interesse storico, archeologico, naturalistico e paesaggistico. Non a caso nel corso dei secoli, lungo i tratturi, o immediatamente a ridosso di questi, si sono dislocati importanti insediamenti e opifici del sapere, come le città di Peltuinum e Sepinum, le abbazie di Collemaggio, san Clemente a Casauria e san Salvatore a Maiella, oltre a chiese, cappelle, taverne, opere pubbliche; e non a caso nel 2019 la pratica della transumanza è entrata a far parte del patrimonio culturale immateriale tutelato dall’Unesco.

3 Transumanza mese lugllio 2021La rete tratturale che dalle montagne abruzzesi, principalmente Gran Sasso e Maiella ma anche i monti della Marsica, scendeva verso la Puglia era imponente e ramificata, costituita da decine di bracci e di tratturelli che continuamente si distaccavano e ricongiungevano ai percorsi principali, che erano cinque: il Tratturo L’Aquila-Foggia, noto anche come Tratturo Magno, di circa 244 km, dal quale si originava un secondo percorso, il tratturo Centurelle-Montesecco, di circa 107 km, il Tratturo Celano-Foggia, di circa 200 km, il Tratturo Pescasseroli-Candela, di circa 211 km, e il Tratturo Castel di Sangro-Lucera, di circa 130 km. Il Tratturo Magno era il più lungo percorso tratturale italiano ed iniziava dalla basilica di Collemaggio per giungere fino alla chiesa delle Croci di Foggia, con un tracciato che, eccettuato il primo tratto, si manteneva pressoché parallelo alla costa. Dalla località Centurelle, sulla piana di Navelli, si staccava un’importante arteria che, invece, percorreva le colline dell’interno, al fine di raccogliere le greggi che stazionavano sulla Maiella; il suo percorso, una volta giunto a Bussi sul Tirino, scavalcava la catena montuosa per ridiscendere sull’altro versante nei pressi di san Clemente a Casauria, dove attraversando il fiume Pescara proseguiva verso Guardiagrele, Sant’Eusanio del Sangro, Montenero di Bisaccia fino a Montesecco, località prossima a Serracapriola, dove si ricongiungeva al Tratturo Magno.

5Transumanza mese lugllio 2021I tratturi dell’Italia centro-meridionale non sono stati però semplicemente l’ “erba e il fiume silente” cantato da Gabriele d’Annunzio, una strada d’erba percorsa da pecore e pastori. Su di essi, insieme alle greggi, hanno viaggiato profondi sentimenti di fede e di devozione, che si sono radicati sulle montagne abruzzesi, molisane e pugliesi tra l’antichità e il medioevo e che ancora oggi sono la testimonianza dei timori e delle speranze dell’uomo nel corso dei secoli passati.

Al culto di Ercole, l’eroe greco protettore dei pastori, delle strade e delle sorgenti, che ha lasciato alcuni imponenti santuari sui rilievi appenninici (come quello posto sulle prime propaggini del Morrone dedicato a Ercole Curino, o l’altro nei pressi di una sorgente da cui prenderà vita il municipium di Juvanum, entrambi a ridosso di tratturi), si sostituirà nel corso dell’Altomedioevo il culto di san Michele arcangelo, praticato in un santuario ipogeo sul promontorio del Gargano già dalla fine del V sec. La devozione per l’Arcangelo con la spada e la bilancia, noto anche, e più semplicemente, come sant’Angelo, prese a diffondersi in seguito alla conquista longobarda del Gargano, avvenuta nel 663, e alla predilezione del culto di santi-guerrieri da parte dei Longobardi, almeno nelle fase iniziali della loro cristianizzazione. Fu proprio grazie alla funzione di “veicolo” svolta dai pastori transumanti che i santuari micaelici si attestarono

sulle montagne abruzzesi, soprattutto in grotta, andando spesso a sovrapporsi ad antichi luoghi di culto pagani che ancora sopravvivevano, tanto che le grotte dedicate a san Michele (o sant’Angelo) non si contano: dalla Grotta Sant’Angelo sulla Montagna dei Fiori alla Grotta Sant’Angelo di Lettomanoppello, da quella di Palombaro a quella omonima di Lama dei Peligni, dall’eremo di san Michele a Pescocostanzo alla grotta di sant’Angelo in Vetulis presso Sulmona a quello, pure ipogeo, di Bominaco, solo per citarne alcuni. Il culto di un santo guerriero che ha percorso i tratturi, un santo che brandiva la spada fiammeggiante allo stesso modo con cui Ercole brandiva la clava.

I tratturi sono stati le grandi arterie stradali del passato e su di essi hanno camminato pellegrini e viandanti, mercanti e mendicanti, eserciti, nobili e gente comune. Lungo i tratturi sono sorti ospedali, chiese, monasteri, piccole cappelle votive e altre devozioni; sui bordi erbosi di queste strade millenarie ha trovato il suo spazio e i suoi fedeli la Madonna, i cui numerosi santuari sono diffusi lungo tutto il Cammino, sant’Antonio abate, san Cristoforo, san Clemente papa, san Rocco, Pietro del Morrone, san Nicola Greco.

Il Cammino della Pace ricalca in parte il percorso del Tratturo Magno, soprattutto nella sua variante Centurelle-Montesecco, e consente di riscoprire, con i ritmi ed i tempi dei pastori, l’immenso patrimonio di storia, di cultura, di arte e di tradizioni che, per secoli, si è concentrato lungo queste “autostrade” del passato: un patrimonio culturale di inestimabile valore, che racconta secoli di fatiche e preghiere e che ancora invita l’uomo a praticare quella attività fisica nella quale eccelle: camminare. ◘


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