Mercoledì, 22 Settembre 2021

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Dall’Aquila a Monte Sant’Angelo

Dossier il cammino della pace

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«Tutto ciò che ho scritto non lo si può capire altro che in funzione di una intuizione fondamentale dell’Essere come una cristofanía» (Mi testamento, Cometas, 1954). Un cammino dove tutto muta continuamente, un dinamismo dove cosmo umano e divino cooperano e si fecondano mutuamente e dove la varietà delle religioni è vista da Panikkar come una varietà di sentieri che, diversi e distanti in partenza, conducono verso l’unica cima, in prossimità della quale essi tendono a unirsi. «A una certa altezza non vi sono più baratri; le vie si riuniscono oltre le valli». Ogni cultura, ogni tradizione, ogni religione è un punto di vista e la vista di un punto; il pluralismo panikkariano ci fa fare esperienza che la verità non è univoca, ma vive nella relazione, dove a volte le differenze sono incommensurabili, ma è proprio per questo, e a causa di questo, che possiamo scoprire la coraggiosa forza del dialogo, di quel dialogo dialogale che non vuole vincitori e vinti, ma esseri umani che sanno sostare nell’ascolto dell’altro per “mutuamente fecondarsi”. «Un dialogo all’interno del proprio io, un incontro nel profondo della religiosità propria e personale dell’io, quando esso si imbatte in un’altra esperienza religiosa a questo livello intimo. Un dialogo intra-religioso che debbo avviare io stesso, interrogandomi sulla relatività delle mie credenze, accettando la sfida di una conversione e il rischio di mettere in crisi i miei approcci tradizionali». Nessun sincretismo: il sincretismo è la morte della ricchezza insita nella varietà delle esperienze religiose, una ricchezza fondamentale delle diverse culture umane. È questa la sfida disarmata del Cammino della Pace: mettere in atto, umilmente e coraggiosamente, il nostro disarmo culturale per farci contaminare dal virus del diverso; per incontrare, nel camminare, la sapienza della Terra e l’infinita varietà dei suoi abitanti, per risvegliarci alla forza immaginativa e trasformativa della dimensione trascendente che in ogni cultura assume nomi e forme diverse. L’impegno di noi tutti per questo Cammino della Pace può davvero essere l’inizio di un nuovo modo d’essere umani, perché siamo tutti invitati al banchetto della Vita, che altro non è che un camminare insieme pacificati.

«Le differenti tradizioni religiose dell’umanità sono come il numero quasi infinito di colori che appaiono una volta che la luce divina o semplicemente la luce bianca della realtà cade sul prisma dell’esperienza umana» (R. Panikkar).

 

di Domenico Piovesana


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