Domenica, 24 Ottobre 2021

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Berthe Morisot, pittrice impressionista

ARTE

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Esattamente 180 anni fa, il 14 gennaio 1841, nella città francese di Bourges, la pittrice Berthe Morisot vedeva la luce in un’agiata famiglia borghese: il padre lavorava alla Corte dei Conti, mentre la madre era pronipote del celebre pittore Jean-Honoré Fragonard.

Quando Berthe ebbe dieci anni la famiglia si trasferì a Passy, all’epoca villaggio nei pressi di Parigi, oggi incorporato nel XVI arrondissement della capitale. I genitori aprirono la casa ad artisti e intellettuali ma Berthe non poté accedere alle scuole e accademie di belle arti perché interdette alle donne. Dopo il discepolato privato presso artisti come il Guichard, la Morisot studiò a fondo, al Louvre, Raffaello e Rubens.

Tramite Guichard conobbe i pittori di Barbizon, in special modo Corot, che la spronò a dipingere en plein air. Per lei e le sorelle, tutte pittrici, il padre approntò uno studio nel giardino di casa. Nel 1868 al Louvre incontrò l’amico pittore Fantin-Latour che ammirava opere in compagnia di Manet, facendo così la conoscenza di quest’ultimo, cui rimase molto legata per tutta la vita (Manet la ritrasse in ben undici quadri). Nel 1874 ne divenne la cognata, sposando il fratello Eugène Manet.

Berthe nel 1873 fondò con Sisley, Degas, Renoir, Monet, Pissarro e altri la «Società anonima degli artisti, pittori, scultori, incisori, ecc.». Nel 1874 esposero le loro opere “rivoluzionarie” nello studio del fotografo Nadar: Berthe era l’unica donna. Prese parte a tutte le mostre degli Impressionisti, mancandone solo una, nel 1879, perché nacque sua figlia Julie. Alla morte di Eugène, per colmare il vuoto, aprì la casa a musicisti, pittori e letterati, tra cui Stéphane Mallarmé ed Émile Zola.

Berthe si ammalò all’inizio del 1895. Affidò la figlia a Mallarmé e spirò, per una polmonite, a soli cinquantaquattro anni. È sepolta nella tomba della famiglia Manet, nel cimitero di Passy, a pochi passi dal Trocadéro. Il certificato di morte riportò la dicitura “senza professione” e sulla sua lapide - omettendo ogni accenno alla sua ricca e fruttuosa attività pittorica - fu semplicemente scritto «Berthe Morisot, vedova di Eugène Manet».

Fortunatamente, parlano per lei le sue opere, oggi conservate nelle maggiori collezioni, pubbliche e private, del mondo, tra cui la National Gallery di Washington e il Museo d’Orsay di Parigi. ◘

di Maria Sensi


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