Lunedì, 19 Aprile 2021

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Caccia grossa al Trasimeno

Lago Trasimeno. I cinghiali si moltiplicano e il Sindaco chiama i cacciatori

silvia romano2

Che in Umbria, il cuore ormai “al verde” d’Italia, si debba assistere a battute di caccia nei parchi e nelle aree protette della Regione è cosa nota da tempo.

A chi, ad esempio, si inerpica, a piedi o con la mountain bike, lungo i percorsi del Parco Regionale del Tezio, il monte alle spalle di Perugia, può capitare con una certa frequenza di incontrare cacciatori, armi alla mano, e talvolta imbattersi anche nelle loro prede ferite a morte.

Non c’è dunque da stupirsi se Matteo Burico, il Sindaco di Castiglione del Lago, abbia emanato lo scorso 23 dicembre un’ordinanza che autorizza l’abbattimento dei cinghiali che popolano quel territorio e, segnatamente, proprio le aree lacustri del più grande parco regionale dell’Umbria. Soluzione ovviamente affidata ai cacciatori, vale a dire ai fautori della introduzione di quella specie continentale di cinghiali particolarmente prolifica, che ha finito per ibridare e poi gradualmente soppiantare la specie autoctona. Ed è davvero inconcepibile che si affidi la soluzione del problema a coloro che per il proprio sollazzo lo hanno generato, senza che nessuno ne chieda la responsabilità e che disponga, piuttosto, pene pecuniarie adeguate per il danno causato alla comunità. E che anzi non preveda nella stessa ordinanza il divieto di commercializzazione della carne dei cinghiali abbattuti, ordinando la distruzione al fine di evitarne il lucro.

Ma non insegna davvero nulla la pandemia da coronavirus? Non è stato ormai acclarato che il 60% delle malattie infettive che ci colpiscono sono definite zoonosi, prodotte cioè da microorganismi che hanno serbatoi in popolazioni naturali di animali o in specie allevate? Mai sentito parlare di salto di specie?

O si fa finta di non sapere che sono state proprio le politiche che hanno compromesso gli habitat naturali ad aver determinato la moltiplicazione incontrollata dei cinghiali e ad aver incrementato i contatti tra questa specie e altre specie animali e l’uomo?

Peste suina, virus della pseudo-rabbia, peste suina africana, circovirus suino tipo 2, sono soltanto alcune delle malattie trasmissibili dai cinghiali al bestiame. E da cinghiali infetti vengono trasmessi all’uomo virus come quello dell’epatite e dell’influenza suina e dell’encefalite. Per non parlare delle malattie trasmesse da batteri come brucellosi o leptospirosi, o ancora della trichinellosi, il parassita di cui il cinghiale funge da ospite e che infetta l’uomo con l’ ingestione di carne infetta.

Non esistono forse altre vie alternative alla mattanza che il Sindaco di Castiglione ha decretato? Ci si poteva attivare per tempo presso strutture competenti al fine di controllare la proliferazione di questa specie attraverso politiche coerenti ed adeguate alle emergenze in cui ci dibattiamo.

Sauro Presenzini, Presidente del WWF Perugia, ha fatto notare come l’ordinanza sia in contrasto con le leggi vigenti, induca a comportamenti contrari alla legge, metta in pericolo la pubblica incolumità, consentendo l’impiego di armi di precisione in mezzo alle abitazioni.

Che la caccia grossa si svolga tra i caseggiati o che avvenga, all’interno dell’area protetta dell’ex aeroporto di Castiglione del Lago, nei pressi della sede della LIPU, dove i volontari si prodigano per la cura degli uccelli feriti o in difficoltà, l’Umbria delle doppiette appare immutabile. Come in controcanto la Presidente della Regione, la leghista Donatella Tesei, con sua ordinanza, ha stabilito che sabato 9 e domenica 10 gennaio, mentre noi tutti eravamo confinati, i cacciatori potevano, liberamente fuori del proprio territorio comunale – residenza, domicilio o abitazione –, «esercitare le attività di controllo della fauna selvatica e la caccia nel rispetto delle normative in materia venatoria e delle misure di distanziamento sociale e prevenzione antiCovid». Quanto il suo ceto politico, sempre sensibile alle istanze dei cacciatori e agli appetiti delle lobbies delle armi, è presto detto. ◘

di Valentina Rocchiana


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