Mercoledì, 22 Settembre 2021

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Monte Catria: se e quando l'uomo non sa tutelare

Lettere in redazione

malato terminale

Caro Direttore,

nel numero 53 di "In…Cammino" nel suo articolo “Tutela e sviluppo. Una scelta non facile”, opportunamente interviene per mettere in discussione e in doverosa critica la scelta politica della Regione Marche (e chi con essa, in particolare il Comune di Frontone) di “deturpare” il Monte Acuto del Catria, a seguito della scelta scellerata di devastare sradicando alberi parte di un suo ampio versante per realizzare una fantomatica pista da sci. Concordo appieno con le sue parole: «… la devastazione in corso per potere aprire delle piste da sci è enorme e lo scopo non è affatto chiaro. Con il clima di questi ultimi anni quando mai ci sarà neve abbastanza per poter sciare? E anche se qualche volta nevicasse, per quanto tempo potrà resistere? Un simile scempio non sembra per nulla giustificato soprattutto per i costi non solo economici ma anche ambientali che provoca. Bene dunque hanno fatto i CAI locali e le associazioni ambientaliste a mettere in atto tutte le forme di protesta per bloccare almeno i lavori e, magari, rimettere anche solo parzialmente in sesto la zona».

Nel numero di dicembre 2019, nel Notiziario annuale della sezione CAI di Città di Castello, intervenne Claudio Mancini (TAM Umbria-Marche) con un paio di paginette (“Notizie dall’ambiente…”), con una significativa foto allegata (al pari delle quattro inserite nella nostra rivista online di cui sopra), per portare a conoscenza la popolazione e gli escursionisti del grave danno ambientale che sul Catria si stava (e si sta) perpetrando. Nell’articoletto, breve e succinto ma esaustivo nel riportare, anche, l’enorme spesa già effettuata per distruggere la natura di questa “sacra” e “incantata” montagna (è così facendo, anche, la mancanza di una salvaguardia ambientale porta alla violenza della biodiversità con conseguenze che nel tempo potrebbero essere letali), il socio tifernate denunciava l’accaduto e l’accadente, riportando la necessità di una MOBILITAZIONE PER IL CATRIA. Domenica 27 ottobre 2019 il CAI Marche con il supporto di un paio di CAI sezionali marchigiani ha organizzato un Raduno Regionale con escursione ad anello sull’Acuto del Catria, per mettere in risalto “La ferita degli sbancamenti. DOLORE ACUTO. In cordata per l’Appennino”.

lettere redazione1La mobilitazione, tacita, ignorata, ma vivace e grintosa, è andata avanti, supportata da non poche persone e associazioni varie. In un numero estivo del mensile tifernate "l’altrapagina", l’attento e sensibile Maurizio Fratta approfondisce il tema su questo progetto devastante: “Catria, la montagna non più incantata”. Sarebbe cosa opportuna che tutti i soci della nostra sezione potessero leggere questo articolo. È necessaria un’attenzione da parte, anche, dei soci CAI perugini al rispetto della montagna, che non è solo “divertirsi” facendo un’escursione, ma capirne il valore intrinseco ineccepibile, con serietà, coscienza e conoscenza. Al di là delle ulteriori foto che Fratta inserisce nelle pagine del suo scritto (significative sul disastro ambientale in via di realizzazione, anzi già realizzato), importanti sono le sue parole, riga dopo riga. Lo stesso conclude: «… Diverse le ipotesi di reato: distruzione di habitat all’interno di un sito protetto, distruzione di bellezze naturali, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, abuso d’ufficio, ecc. Una considerazione finale. Sarà proprio il caso di rimuovere cartelloni come quelli che si possono vedere nei pressi del giardino pubblico di Cantiano dove, sotto i loghi di Regione, Provincia e Comune, si tessevano le lodi della biodiversità e dove si può leggere che «la conoscenza e la localizzazione nel territorio risulta fondamentale per poter fare scelte che permettano agli enti e alla cittadinanza di sviluppare azioni in linea con una cultura dello sviluppo sostenibile. Cosa un po’ diversa dagli imperativi mercantili ludico-sportivi ai quali si sono uniformate oggi totalmente le scelte della politica».

Ecco allora che in data 22 settembre nell’aula magna della Biblioteca Comunale dell’antica Tifernum, proprio il periodico "l’altrapagina" (una cooperativa editoriale del tutto sui generis, autonoma, senza scopo di lucro..., nel suo spirito di animatrice socio-culturale e politica, in collaborazione con il CAI di Città di Castello ha organizzato una brillante conferenza sul tema, appunto, “Catria: la montagna non più incantata”. Hanno presentato le problematiche, in maniera assai specifica, chiara e stimolante, Maurizio Fratta, Moravio Del Gaia (Presidente della sezione tifernate) e Claudio Mancini.

Il dibattito è stato ricco e vivace, da parte dei non pochi presenti. Io stesso, presente sia perché specificatamente invitato (cosa da me gradita molto) sia perché OSTAM della sezione perugina, sono intervenuto, anche a nome della sezione di Perugia e in particolare del Gruppo Seniores, ribadendo solidarietà alle iniziative fatte e da proporre nell’immediato futuro, confidando nel coinvolgimento di tutti i soci del CAI e di altre associazioni attente e sensibili ai problemi ambientali, per supportare qualsivoglia tipo di “lotta” si debba condurre per evitare il peggio e cercare di correre ai ripari.

Grazie per l’attenzione.

Daniele Crotti


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