Venerdì, 24 Settembre 2021

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"M" conoscere il passato

Cultura: I due volumi di Antonio Scurati dedicati a Mussolini

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All'autore di questi due corposi e coinvolgenti testi, abbiamo rivolto alcune domande. In particolare con l'intento di stabilire un dialogo fra questo pezzo di Storia così "pesante" con l'attualità.

Sappiamo che conoscere il passato è una grande opportunità per comprendere e per riflettere sul presente. Alla luce dei dati che emergono anche dai suoi romanzi su Mussolini, possiamo dire che il populismo che affligge le democrazie moderne (non solo quindi quelle cosiddette illiberali) è una evoluzione del fascismo….?

«Non parlerei di “evoluzione” perché, di fatto, non esiste una linea di discendenza diretta, o un’azione causa-effetto, tra fascismo storico e nuovi populismi. Non vi è dubbio, però, che moltissimi lettori di M abbiano spontaneamente applicato la conoscenza storica cui hanno avuto accesso grazie alla forma romanzo adottata dal mio libro per utilizzarla come una sorta di mappa cognitiva volta alla decifrazione dell’incerto presente. E io credo che questa operazione sia giustificata dalle forti somiglianze tra la tipologia di leader inventata da Mussolini, grazie alla sua precoce intuizione di ciò che sarebbe divenuta la politica nell’era delle masse, e gli attuali leader cosiddetti populisti (anche e soprattutto quelli che non hanno nessun legame diretto o richiamo al fascismo storico)».

Come ci si può liberare da questa pesante “eredità” del ‘900 (l’utilizzo della propaganda, la spettacolarizzazione del corpo...), un compito che forse non può essere solo della sinistra e dell’antifascismo… in senso strettamente politico, s’intende.

«Come ci si possa liberare di questa che lei definisce una “pesante eredità” proprio non saprei, anche perché non sono affatto sicuro che si tratti di un’eredità. È, piuttosto, una novità di tempi nuovi che, però, entra in una sinistra e istruttiva risonanza – a volte addirittura una agghiacciante simmetria – con ciò che accadde nei tempi andati. Un romanziere è, per vocazione, un alfiere della conoscenza – di quella peculiare forma di verità e sapere dispensate dalla letteratura. Non posso che confidare nella capacità democratica e trasversale, propria del romanzo, di offrirsi ai lettori, a tutti i lettori, come palestra morale per sperimentare dilemmi, sentimenti, convinzioni che furono propri di un’umanità lontana e straniera. Certo, questo non basta. E certamente oggi non ha alcun senso che la bandiera della lotta contro le idee, le persone e i movimenti che provocano una degenerazione della democrazia sia portata soltanto dall’antifascismo militante di sinistra. Il campo si è aperto, l’orizzonte del problema si è ampliato, il pericolo è vasto. Alla lotta può e deve partecipare ogni sincero democratico».

È stato detto da più parti che oggi c’è un clima sociale e culturale che ci riporta in qualche modo agli anni che precedettero l’ascesa del fascismo. Che cosa ha determinato e poi aggravato questo clima che sembra essere entrato in una spirale di cui non si vede la fine, per ora?

«L’analogia è lecita. Oggi come allora, molti leader politici hanno intuito ciò che Mussolini intuì per primo: esiste una passione politica più potente della speranza e questa è la paura. Si punta, perciò, l’intera posta politica su passioni tristi: paura, rancore, risentimento, senso di minaccia, senso di tradimento, senso di declassamento, delusione, sconforto etc. etc. Le cause, come sempre, sono numerose e sfuggenti. Di certo, questo brutale immalinconirsi della politica occidentale degli ultimi decenni segue una fase di declino economico, geopolitico, culturale dell’occidente europeo e americano, cui la politica della paura dà voce in maniera inconsapevole e confusa, producendo, però, effetti circolari (nel senso del circolo vizioso)».

Sembra che la Memoria dell'antifascismo oggi non sia più efficace come antidoto alla difesa della democrazia. I giovani hanno altri problemi nel momento attuale. Forse bisogna declinare la Memoria con la Contemporaneità? Trovare radici comuni fra passato e presente, per coinvolgere le nuove generazioni?

«La mia personale risposta a questi interrogativi è M». ◘

di Daniela Mariotti


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