Lunedì, 21 Settembre 2020

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La Rana Bollina

silvia romano2

L’anno scorso chiesi a un assessore chiarimenti circa l’installazione delle antenne 5G. Durante il colloquio, con tono sornione, la persona in questione mi disse: «vede, la gente non dirà mai di no. La gente vuole che gli smartphone vadano più veloci, vuole vedere i film di Netflix, vuole i visori 3D, vuole la domotica e cose di questo tipo».

Aveva ragione. Oramai abbiamo fatto la fine della rana bollita di Chomsky. Ci siano abituati gradualmente ai piaceri dell’acqua che diventava dapprima più tiepida, poi sempre più caldina. E ora che ci stiamo accorgendo che l’acqua bolle, non riusciamo più a uscire dalla pentola.

E così ci accorgiamo di trovarci immersi in un brodo elettromagnetico artificiale, che siamo diventati dipendenti dai media digitali, che i nostri giovani stanno sviluppando quadri neurocognitivi preoccupanti, che abbiamo perso quasi del tutto la privacy.Elettrosmog

Il 5G ha destato la preoccupazione di molti in Italia e nel mondo per la questione dei possibili effetti delle onde millimetriche sulla salute umana e sull’ambiente. Lo smartphone di oggi, che viaggia sul 4G, quello che tutti hanno acceso in ogni momento, è attualmente il più pericoloso produttore di elettrosmog. Teniamo presente che i tanto citati risultati dell’Istituto Ramazzini, confermati dal gemello studio americano (del National Toxicology Commission, ndr), che dimostrano l’insorgenza di tumori rari al cuore dei ratti, sono stati svolti studiando le frequenze del 4G.

Le nostre case sono già piene di smartphone, computer, pezzi di domotica, Alexa e altri oggetti collegati alla rete. Già oggi hanno cominciato la sostituzione dei contatori della corrente elettrica con dispostivi wireless e tra poco sarà necessario sostituire la televisione con le nuove smart tv. Il mercato sta investendo in domotica, che dovrà essere supportata dal 5G. Quasi ogni oggetto casalingo, le porte, le finestre, i cancelli, le luci, il frigorifero, la lavatrice, la bilancia, la televisione, ecc. sarà collegato alla rete.

Le scuole dove mandiamo i nostri figli o i nostri nipoti sono diventati luoghi ad altissima concentrazione di dispositivi digitali come LIM, registri elettronici, smartphone. Il MIUR ha il dichiarato l’obiettivo di trasformare la scuola in un “Ambiente digitale” sempre più iperconnesso. Sul Piano Nazionale per la Scuola Digitale, si trovano le cifre ranastratosferiche già investite in digitalizzazione a partire dal 2007 e le cifre ancora più stratosferiche già pianificate fino al 2020. Sono cifre da capogiro se si pensa che le scuole cadono a pezzi e che gli insegnanti non vengono assunti. Sono spinti corsi di Alta Formazione Docenti per introdurre Minecraft, l’Iot, la realtà virtuale, la realtà aumentata, la Robotica.

Il filosofo Luciano Floridi ha preannunciato lucidamente che l’uomo vivrà in una vera e propria infosfera digitale nella quale non esisteranno più confini tangibili tra vita on-line e vita off-line.

Dipendenza da web

Già nel 2010, secondo un sondaggio pan-europeo pubblicato dalla Commissione europea, in Europa il 30% dei giovani compresi tra gli 11 e i 16 anni presentava sintomi legati a un uso eccessivo di Internet.

Secondo uno studio condotto nel 2018 su un campione di oltre 23.000 giovani italiani di età compresa tra gli 11 e i 26 anni, il 32,5% degli intervistati passano tra le 4 e le 6 ore online al giorno, il 17% tra le 7 e le 10 ore, il 13% supera le 10 ore di connessione al giorno.

Già con gli strumenti di oggi, a livello globale, il fenomeno delle dipendenze da web sta assumendo proporzioni pandemiche. Passando al 5G i dispositivi digitali saranno introdotti in maniera ubiqua. In questo contesto dovrebbero destare particolari preoccupazioni i visori 3D per la realtà virtuale aumentata (la killer application secondo Zuckerberg), che per contro sono ampiamente pubblicizzati e la scuola stessa ha intenzione di introdurli nella didattica.

Riusciamo a immaginare cosa succederà ai nostri ragazzi che già oggi passano 8-10 ore al giorno a giocare o a chattare di fronte a uno schermo, quando scopriranno il visore 3D e la realtà virtuale aumentata? La condizione di Hikikomori rappresenterà la normalità (letteralmente “stare in disparte, isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi“, Ndr).Demenza digitale

In secondo luogo, già dal 2007 è emerso un nuovo quadro clinico che è stato definito “demenza digitale”. Inizialmente in Corea del Sud, una nazione con una tecnologia informatica avanzatissima, i medici hanno cominciato a riscontrare tra i giovani adulti un aumento di disturbi della memoria, dell’attenzione e della concentrazione, oltre ad appiattimento emotivo e generale ottusità.

rana2Anche negli Stati Uniti, uno studio transgenerazionale della psicologa Jean Twenge ha mostrato come le competenze accademiche degli iGen (nati tra il 1995-2012) siano già significativamente inferiori a quelle dei Millennial (nati tra il 1980-94): un declino di tredici punti dal 2006 in composizione e un declino di 13 punti dal 2005 in analisi del testo. La causa secondo Twenge è il progressivo abbandono della lettura in favore di attività multimediali e multitasking.

Ogni nuova App immessa sul mercato sostituisce di fatto una specifica facoltà cognitiva umana. Ad esempio, Googlemaps ha sostituito le competenze relative nell’orientamento spaziale e dagli studi di neuroscienze emerge che i forti utilizzatori di Googlemaps hanno ridotte funzioni dell’ippocampo rispetto ai non utilizzatori.

Altri studi di neuroscienze mostrano che nei forti utilizzatori di dispositivi digitali si comincia a riscontrare una riduzione della materia grigia nella corteccia prefrontale, quella dedicata controllo emotivo e al ragionamento sociale.

Bisognerebbe riflettere sulla nuova legge che prevede l’obbligo di utilizzare seggiolini elettronici nelle auto di genitori che hanno bimbi di età inferiore a 4 anni. Il presupposto è che il genitore può dimenticare il proprio figlio in macchina, ma non può dimenticare il proprio smartphone a casa.

Disoccupazione digitale o tecnologica

Uno studio di Oxford del 17 settembre 2013 intitolato Il futuro del lavoro: quanto i mestieri sono suscettibili alla digitalizzazione, ha suddiviso il mercato statunitense del lavoro in 702 diverse occupazioni. Poi ha valutato la probabilità che, entro il ventennio successivo, un determinato mestiere venga rimpiazzato da una macchina. Il risultato è che il 47% dei mestieri analizzati ricade nella categoria ad alto rischio di sostituzione da parte di robot o algoritmi.

Questo è uno dei risultati a cui porterà l’Intelligenza Artificiale, che è un’altra bella promessa del 5G.

rana3Le auto a guida automatica sostituiranno tutti i lavori legati ai trasporti, camionisti, taxi, treni, corrieri, ecc. È bene sapere che chi utilizza App come Siri o Alexa o altri sistemi di assistenza vocale sta addestrando l’intelligenza artificiale che sostituirà tutti i lavori di front office, segreteria, call center, contatto con il pubblico, ecc.

Ma anche lavori di intelletto come commercialisti, avvocati, medici, infermieri, farmacisti, revisori dei conti, notai, ecc., sono ad alto rischio di sostituzione con algoritmi di Intelligenza Artificiale.

L’aumento di nuovi posti di lavoro si attesta sullo zero virgola!

Un disastro ecologico-umanitario

In dispositivi digitali come lo smartphone ci sono più di 300 componenti: l’alluminio dell’Australia; lo Zinco della Malesia; il rame del Cile; il Litio della Bolivia; il Tantalio dall’Africa.

Particolarmente prezioso per i dispositivi digitali è il Tantalio che serve per i condensatori. Sono i condensatori in Tantalio che permettono di conservare tutti i dati. Per logica chi detiene questo materiale dovrebbe essere molto ricco. E invece proprio quei paesi più ricchi di Coltan (il minerale grezzo da cui si ricava il Tantalio), come il Congo, il Niger, ecc. figurano tra gli stati più poveri al mondo. Il Congo è il paese più ricco di Coltan ed è il secondo paese più povero al mondo. Evidentemente, qualcosa non torna!
Le condizioni di lavoro in queste miniere sono inumane. Secondo stime ONU, si feriscono gravemente circa 50 persone al mese, ne muoiono 5 al mese, per un totale di 11 milioni di morti. Nelle miniere del Congo lavorano circa 3 mila persone al giorno per 12 ore, compresi bambini sotto i 7 anni, per una paga media di 4 dollari,.

Poi ci sono i magneti, fatti di neodimio, che permettono la vibrazione nei microfoni, negli amplificatori, nella videocamera. La più grande miniera (97% della produzione mondiale) di neodimio si trova nel Baotou, nel Nord della Cina. Per ogni tonnellata di neodimio si produce una tonnellata di rifiuti e 705 mila litri di acqua acida. L’industria riversa tutto in un enorme lago-discarica di 11 kmq, 600 mila tonnellate di rifiuti ogni anno. L’area è altamente radioattiva. Interi villaggi sono spariti, ma esistono zone contaminate ancora abitate, dove si vive meno 40 anni. ◘

ESCLUSIVO – Consiglio Unione Europea: repressione e galera per chi denuncia i pericoli sanitari del 5G. Rischiano medici, scienziati e attivisti la Segreteria Generale del Consiglio dell’Unione Europea ha inviato a tutti i delegati le conclusioni intitolate “Dare forma al futuro digitale d’Europa“, approvate con procedura scritta il 9 giugno 2020.

L’importanza di proteggere la proprietà intellettuale per incoraggiare gli investimenti in ricerca e sviluppo e garantire che l’industria dell’UE continui a partecipare allo sviluppo delle tecnologie chiave in questo settore del 5G/6G, è indispensabile per realizzare gli obiettivi che l’UE si ha fissato in termini di connettività entro il 2025.

SOTTOLINEA che, nell’ambito dello svolgimento delle nuove tecnologie come la 5G e 6G, conviene mantenere le capacità delle autorità repressive, dei servizi di sicurezza e dell’apparato giudiziarionell’esercitare le loro funzioni legittime in modo efficace; TIENE CONTO delle direttive internazionali concernenti gli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute; RILEVA che interessa lottare contro la diffusione di disinformazioni concernenti le reti 5G, soprattutto riguardo le accuse fallaci secondo cui queste reti costituirebbero una minaccia per la salute o sarebbero legate al Covid 19.

 

Di Maurizio Martucci


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