Lunedì, 10 Agosto 2020

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La tecnodittatura - 5G Il modello Cinese

silvia romano2

Il 5G non è solo uno tsunami elettromagnetico senza precedenti nella storia dell’umanità, il 5G non è nemmeno solo una sperimentazione tecnologica a cielo aperto, il 5G è una vera e propria sperimentazione sugli esseri umani, condotta in violazione del Codice di Norimberga, nel dispregio della cosiddetta DEMOCRAZIA AMBIENTALE della Convenzione di Aarhus e delle linee etiche per la tecnologia tracciate dall’UNESCO. Ma soprattutto in barba alla Costituzione.

Azienda e società sono infatti due campi della vita totalmente differenti. Il cittadino non è un dipendente dello Stato, ma ne è parte di un bene comune. Da quando è nata l’Alleanza Italiana Stop 5G abbiamo fatto del Principio di Precauzione sancito dall’Unione Europea il nostro cavallo di battaglia, per difendere la salute pubblica. Ma ora è giunto il momento di spingerci oltre, di alzare asticella e tiro, perché il principio di precauzione non è sinonimo di democrazia, né di tutela dei diritti dei cittadini e nemmeno di libertà costituzionali.

Per capirlo basta guardare al modello Cina, così tanto caro al Governo Conte ammaliato sulla Via della Seta Digitale: oltre allo standard di radiofrequenze spinte fino alle pericolosissime 60 Ghz, in Cina il 5G è il pilastro del programma di Credito Sociale. Collega dati fiscali, finanziari, giuridici e medici di ognuno, cittadini e aziende. Si basa su algoritmi e intelligenza artificiale. Ognuno viene seguito e tracciato h24 da oltre 200 milioni di telecamere di sorveglianza sparse ovunque, collegate con le antennine wireless che ne monitorano i comportamenti nel riconoscimento facciale. Il credito sociale parte da una quota 10: se fumi dove proibito, se passi col semaforo rosso, se suoni musica ad alto volume o getti carta a terra, perdi punti. Da 10 passi a 8, 5, 4 e così via. Ma perdono punti pure gli oppositori politici, gli indesiderati, gli irregolari, quanti sgraditi al Governo e ai poteri forti. E se il tuo credito sociale arriva alla fine a zero, ti ritrovi senza più diritti, sei senza conto bancario, senza possibilità di usufruire dei mezzi pubblici, senza passaporto, senza più identità e sei finito. È come se non esistessi più.

Sovranità, autodeterminazione, diritti e libertà sono così al cospetto dell’ignoto tecnologico. Un po’ come in questi ultimi mesi, per certi versi, stiamo assistendo alla censura arbitraria e all’oscuramento della vita digitale di persone scomode alle quali gli algoritmi chiudono profili Facebook o video su Youtube, una mannaia di cui ne ha assaggiato la portata persino l’On. Sara Cunial. Una multinazionale privata ha oscurato il video di una deputata del Parlamento italiano che parlava dalla più emblematica sede di rappresentanza popolare come Montecitorio.

Le manovre liberticide oggi si insinuano sotto mentite spoglie proprio attraverso quegli strumenti spacciati come ineludibile forma di progresso, persino sulla rete nata nell’idilliaco paradigma della libera fruizione e del pensiero plurimo, e invece è proprio lì che avanza la tecnodittatura del wireless, prossima a un vero e proprio colpo di stato elettromagnetico.  ◘

ScreenHunter 06 Jul. 31 17.32

Redazione

 


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