Venerdì, 29 Maggio 2020

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Il destino degli ultimi

sahel

Quello che è accaduto nelle strutture di accoglienza per anziani della Lombardia è davvero sconvolgente: poveri cristi abbandonati a se sessi, senza protezione, senza ossigeno, senza una persona che li accompagnasse nel loro transito. Infermieri e assistenti accomunati nel pericolo del contagio per difendere la vita dei più deboli. Ci penserà la magistratura a discernere le responsabilità giuridiche, ma una cosa è chiara: sono sempre gli ultimi a pagare il conto delle disgrazie.

Siamo impegnati giustamente a contare il numero dei decessi che avvengono nel nostro paese, ma dimentichiamo cosa accade nei campi profughi tra Grecia e Turchia, dove migliaia di persone si accalcano ai confini di una Europa che non sa più accogliere gli ultimi. A Lesbo 42 mila migranti vivono in condizioni igieniche disastrose, con il pericolo che il coronavirus possa diffondersi rapidamente tra disperati che non vedono vie di uscita. Decine di giovani sono fuggiti dal capo di Rixona, a 75 Km da Atene, con il rischio di essere positivi asintomatici e contribuire alla diffusione del virus.

«Il pericolo principale per l’Europa non deriva dalle migliaia di persone che vi cercano rifugio, ma dalla perdita di valori universali, della dignità umana e della nostra comune umanità». È un richiamo forte quello dei cristiani scandinavi ad aiutare i migranti siriani, che subiscono una guerra che non hanno voluto e che anche noi abbiamo contribuito a realizzare. Un calvario che non possiamo dimenticare. 

A cura della Redazione l'altrapagina


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