Martedì, 29 Settembre 2020

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Un albero ci salverà

Ambiente. L’Alta Valle del Tevere promuove il principio di precauzione

alberoSul fatto che la CO2 accumula­ta in atmosfe­ra sia la prin­cipale causa dell’effetto serra da cui discende il surriscal­damento della Terra sembra non ci siano più pareri discordanti nella comunità scien­tifica che conta. Una concentrazione che nel 2019 ha raggiunto 410 parti per milione, la più alta, a quanto pare, degli ultimi venti milioni di anni. E nep­pure pare che ci sia di­scussione sul fatto che tale parossistico in­nalzamento sia dovu­to alle attività umane, soprattutto a partire dalla rivoluzione in­dustriale con l’uso cre­scente di combustibili fossili e con le pratiche, sempre più diffuse, di deforestazione. Sappiamo anche che non è la prima volta che il livello della CO2 raggiunge soglie allarmanti. Così come sappiamo che furono proprio le fo­reste ad assorbire enormi quantità di anidride carbonica atmosferica in ere passate, determi­nando così, attraverso il processo della fotosin­tesi, condizioni favorevoli alla vita animale nel pianeta. Nel suo bel libro La Nazione delle Piante lo scienziato Stefano Mancuso scrive: «Le piante possono aiutarci. Soltanto loro sono in grado di riportare la concentrazione di CO2 a livelli inof­fensivi. Le nostre città, ospitando il 50% della popolazione mondiale, sono anche i luoghi del pianeta responsabili della produzione delle maggiori quantità di CO2. Dovrebbero essere completamente coperte di piante». A Città di Castello Luca Colacicchi sembra aver preso alla lettera l’appello dello scienziato.

Da dove nasce questa esperienza?
L’idea è partita da me, ma devo dire che io ven­go dall’esperienza di Un punto Macrobiotico, promotore di Un bosco per la Città, un progetto di Mario Pianesi che risale già a molti anni fa e che è stato presentato anche in altre realtà. A suo tempo mi ricordo che aldilà di trovare un pezzetto di terra dove mettere a dimora un po’ di piante e coinvolgere qualche scolaresca non si era andati.

E poi?
Nella scorsa estate, con gli incendi propagatisi in Amazzonia e in altre aree forestali del mon­do, mi sono reso conto che emergeva una nuo­va sensibilità nei confronti di alberi e piante. Avevo saputo, via facebook, che il regista cileno Alejandro Jodorowsky aveva proposto che il 7 settembre ogni essere umano piantasse o semi­nasse un albero dovunque gli fosse possibile. E pensai che anche io avrei potuto fare qualcosa di concreto. Venni a scoprire che a Città di Ca­stello la Curia aveva non poche aree disponibili per la piantumazione. Insomma dopo una serie di contatti, avuta la disponibilità delle aree, sono andato in Comu­ne a esporre il progetto.

Cosa gli hanno detto?
Anche qui pareri favorevoli. Il Comune ci ha mes­so a disposizione 1200 alberi e 50 siti, tra aree ver­di e rotonde. Oltre a quelli individuati dalla Curia. A questo punto era necessario passare a trovare le piante. E devo dire che l’incontro con i respon­sabili e con i docenti dell’Istituto professionale di Stato per l’agricoltura e l’ambiente Ugo Patrizi di Città di Castello è stato decisivo per individuare quali tipologie scegliere. Così il 7 settembre con un amico abbiamo dato inizio alla piantumazio­ne, mettendo a dimora 60 piante.

Sembra che la cosa non richieda poi costi così rilevanti.
Abbiamo convenuto di chiedere 10 euro a ogni cittadino che aderisce al progetto. Così ognuno potrà scegliere dove far vivere le piante. Ma vo­glio ribadire che mi sono mosso dall’idea che la cura dell’ambiente non può prescindere dal­la cura che dobbiamo avere del prossimo e da un’idea di socialità e di una responsabilità che va al di là della propria cerchia e dà valore alla partecipazione.

Chi altri si è associato al progetto?
Non abbiamo voluto mettere su l’ennesima as­sociazione. Siamo già una comunità. Abbiamo il sostegno di ISDE, i medici per l’ambiente, del WWF, delle Guardie Forestali, di Legambien­te. Dalle piante dipende la nostra ormai unica possibilità di sopravvivere e dunque, con il so­stegno dei dirigenti scolastici coinvolgeremo gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado. Ma stiamo proponendo anche alle aziende di essere parte dell’impresa.

per fare un albero


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