Mercoledì, 21 Ottobre 2020

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Stop al 5G

Città di Castello è la prima città umbra a dichiarare stop al 5G

Ambiente. L’Alta Valle del Tevere promuove il principio di precauzione
Di Paolo Chiuini

stop al 5 g 1Un comitato di cittadini si sta formando sull’onda del sostegno ricevuto dall’at­tivismo locale e di Perugia e dell’in­coraggiamento dato dal Consiglio comunale che lo scorso settembre ha deliberato in favore del principio di precau­zione e della tutela della salute dei cittadini. Il comitato (associazione informale, indipen­dente e non a scopo di lucro) ha manifestato in piazza il 25 gennaio scorso in occasione della prima Giornata mondiale Stop 5G, insie­me all’Alleanza Italiana STOP 5G Umbria e a rappresentanze di altri Comuni umbri, inclusi Perugia, Torgiano, Spoleto, Bevagna, et al.

La manifestazione, rivolta alla cittadinanza come alle amministrazioni di città e regione, è stata promossa anche dall’ ISDE (Associazione In­ternazionale di Medici per l’Ambiente), dall’As­sociazione Italiana Elettrosensibili e dalla A.P.P.L.E. (Associazione Per Prevenzione e Lot­ta all’Elettrosmog). Prossimo appuntamento ad Anghiari per un’incontro informativo, come già avvenuto a settembre scorso a Città di Ca­stello. Tutti sono invitati a partecipare all’infor­mazione circa i pericoli di elettrosmog e 5G. Sappiamo che il 5G prevede milioni di nuove antenne nei centri abitati e decine di migliaia di nuovi satelliti nello spazio? È un’emergenza attuale.

Queste le tappe fondamentali. A novembre 2019 si è tenuto il “Convegno internazionale Stop 5G” alla Camera dei Deputati e la ma­nifestazione in piazza Montecitorio. A dicem­bre 2019 la Giunta di Perugia veniva interro­gata sulla prima anten­na 5G. Il 25 gennaio la manifestazione mon­diale ha coinvolto 42 città italiane e 34 paesi nel mondo. Gruppi da 21 Paesi partecipano all’Alleanza Europea STOP 5G. La Svizzera ha applicato la morato­ria. Altri dati. L’Appello Internazionale Stop 5G a ONU e OMS è sot­toscritto da 198 mila cittadini di 204 Paesi, inclusi medici e scien­ziati. 140 Comuni italiani hanno deliberato per lo STOP 5G.

5g fotoA gennaio la Regione Toscana ha approvato la mozione per verificarne l’impat­to ambientale. Le antenne installate a Perugia sono già 14. Centri abitati, palestre, scuole, chie­se, ospedali sono irradiati 24 ore su 24. Per la salute è un’emergenza. L’utilizzo del cellulare si è diffuso da vent’an­ni, ma i risultati delle sperimentazioni stanno arrivando al pubblico soltanto ora, stimolate dalla campagna STOP 5G. Il National Toxico­logy Program (Stati Uniti), nel 2018 pubblica lo studio più costoso e tecnicamente impegnativo mai eseguito sugli effetti delle radiazioni da ra­dio frequenze dei cellulari. In Italia, sempre nel 2018, i risultati di uno studio altrettanto impor­tante vengono così riferiti: «Nella ricerca pub­blicata, l’Istituto Ramazzini ha studiato esposi­zioni alle radiofrequenze mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellula­ri del National Toxicologic Program, e ha riscon­trato gli stessi tipi di tumore». Nel 2011 l’ OMS aveva inserito le radiofrequenze nella categoria 2B, possibili cancerogeni, ora le sta rivalutando per inserirle nella categoria 2A, probabili cance­rogeni, o 1, cancerogeni. L’interesse delle aziende di telecomunicazioni per il 5G e per l’Internet delle cose è commer­ciale. L’indifferenza delle aziende e di tanti go­verni ai pareri del mondo medico-scientifico è la goccia che fa traboccare il vaso.

La contesta­zione, lo STOP 5G, è diventato un movimento To­rino ha confermato che esiste un nesso causale tra esposizione a radiofrequenze da telefono cellulare e malattia. «Buona parte della lettera­tura scientifica che esclude la cancerogenicità dell’esposizione a radiofrequenze, o che quan­tomeno sostiene che le ricerche giunte ad oppo­ste conclusioni non possano essere considerate conclusive… versa in posizione di conflitto di interessi, peraltro non sempre dichiarato», dice la sentenza di Torino. È risaputo che sono gli studi indipendenti a evidenziare la pericolosi­tà delle radiofrequenze.

La Giunta perugina non ha replicato a due lettere di Significazio­ne e di Diffida inviate da 345 cittadini. Due consiglieri hanno presentato interrogazioni sul tema, uno comunale e uno regionale. Al consigliere comunale è stato risposto che per la privacy dell’azienda non si possono fornire informazioni sull’installazione delle antenna 5G. Aspettiamo una risposta dalla Regione. L’Alta Valle del Tevere si è attivata, in vari co­muni e con particolare attenzione per i Comuni a ‘bandiera arancione”, poiché il Touring Club avrebbe concordato con INWIT, società per le infrastrutture wireless, li avrebbe indicati come centri ai quali proporre una connessione 5G. I cittadini sono stati resi partecipi di tale accor­do? Lo Stop 5G è per la salute, per il principio di precauzione, e perché la sperimentazione su esseri umani è già stata vietata! Per informazioni, si può contattare il comitato al numero tel./sms 3923814607.


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