Martedì, 29 Settembre 2020

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Competenze e cultura

Dibattito - Dopo le elezioni. Alla ricerca di nuove idee per la sinistra che verrà

sinistra che verraLa sinistra in Italia è in piena crisi iden­titaria. Si è indebolita negli ultimi de­cenni, smettendo di studiare, di appro­fondire, di stare tra la gente e coglierne i bisogni, diventando incapace di pro­gettare e di avere una visione globale com­plessiva di paese senza tradire i propri valori fondanti. Il tanto decantato progressismo della sinistra si è arrestato, non investendo nell’innalzamento culturale della propria classe dirigente. L’avanzata dei populisti è solo una delle conse­guenze dirette di questo lassismo generalizzato. Esiste ancora un popolo che aspetta di ritro­varsi in un partito capace di guidare e proporre politiche strutturate per combattere l’iniquità sociale, l’ingiustizia fiscale e la corruzione, ri­lanciando allo stesso tempo l’economia del pa­ese. Questo partito può essere il partito De­mocratico, ma solo a patto di invertire subito la rotta.

Servirà tempo, tanto a livello nazionale quanto a livello locale, e ripartire dai territori, dalla se­rietà e competenza di chi amministra Regioni e Comuni, come ci ha insegnato la vittoria di Bonaccini in Emilia Romagna. Serietà e competenza sono l’antidoto a tutto ciò che finisce per “ISMO” dal populismo, al clientelismo financo ai più odiosi rigurgiti di fasci­smo, e insieme a una buona dose di umiltà e di intelligenza emotiva, possono essere considera­te a pieno titolo le caratteristiche attraverso cui selezionare la nuova classe dirigente. Personalmente sto seguendo con molto interes­se negli Stati Uniti l’ascesa di Pete Buttigieg, il candidato alle primarie dei democratici che ha vinto a sorpresa in Iowa. Classe ‘82, laureato ad Harvard e Oxford, ha alle spalle una gestione di successo come Sin­daco e un’esperienza militare in Afghanistan.

Un uomo dall’identità chiara: veterano di guer­ra, gay, americano-maltese, cattolico e giovane, con un messaggio altrettanto chiaro: presentar­si come il candidato più eleggibile e trasversale, capace di raccogliere sia il voto moderato che quello liberale, dei giovani e della classe lavo­ratrice che votò in massa per Trump alle prece­denti elezioni. Ritornando con alcune riflessioni conclusive al nostro bel paese, credo che il partito democra­tico abbia il compito di ricostruirsi e ridare valore ad una storia im­portante, mettendo le basi alla vera sfida che ci attende, quella sui programmi e sulle idee e aprendosi a tutte le forze di centro sinistra che si riconoscono negli stessi valori.


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