Martedì, 29 Settembre 2020

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Libertà per Patrick

liberta per patrickFrancesco Martone, portavoce della rete “In Difesa Di”, in seguito alla dichiarazione del ministro degli Esteri Luigi di Maio, che ha affermato che l’Italia seguirà il processo di Patrick Zaky e che “la nostra ambasciata sta facendo tutto il necessario”, ha lanciato un appello in difesa del giovane ricercatore egiziano. Patrick è un difensore dei diritti umani egiziano, che collabora con l’associazione egiziana Egyp­tian Initiative for Personal Rights (EIPR) e tra le altre cose si è occupato di diritti delle donne, della comunità LGBT, della minoranza cristiana, dei diritti dei detenuti, delle violazioni dei diritti civili e politici in Egitto. Da settembre frequenta un master in Studi di genere a Bologna.

Il 7 febbraio è stato arrestato all’aeroporto del Cairo, dove era appena atterrato con un volo dall’Italia. Si stava recando a Mansoura per an­dare a trascorrere un periodo di vacanza con la sua famiglia. Per 24 ore Patrick è stato interro­gato da ufficiali dei servizi di sicurezza egiziani, senza poter comunicare con l’esterno e senza la presenza di un avvocato. Come si legge nell’ap­pello di Amnesty International-Italia, gli avvocati di Patrick hanno dichiarato che “il loro assistito è stato picchiato, minacciato, sottoposto a scari­che elettriche e interrogato sul suo impegno da attivista”. Il giorno seguente, la procura di Mansoura ha convalidato la detenzione preventiva per 15 gior­ni, fissando la prossima udienza al 22 febbraio. I capi d’imputazione nei confronti di Patrick sono “diffusione di notizie false che disturbano l’ordi­ne sociale”, “incitamento a protestare per minare l’autorità dello Stato”, “incitamento alla destitu­zione del governo”.” Come in altri casi, il rischio è che i reati imputati a Patrick si riferiscano in realtà a legittime atti­vità di denuncia, di informazione, di commento pubblico o critica: alibi per legittimare una pro­cedura del tutto illegale”, denuncia l’appello di Amnesty. La rete “In Difesa Di – Per i diritti uma­ni e chi li difende” sta seguendo da vicino il caso di Patrick George Zaky, e continuerà a far pres­sione sul governo italiano per chiedere che gli impegni di sostegno ai difensori dei diritti umani non restino solo promesse vuote, ma si traduca­no in azioni concrete e immediate.

 

APPELLO IN DIFESA DI PATRICK ZAKI - Di Francesco Martone
In una sua intervista oggi sul Corriere, il Ministro degli Esteri Di Maio parla del caso di Zaki annuncian­do che l’Italia seguirà il processo e che con l’Egitto serve il dialogo, ergo l’ambasciatore italiano resterà al suo posto. Allora, signor ministro, vorremmo rammentarle che Zaki è un difensore dei diritti umani, e in quanto tale l’Italia dovrebbe applicare le linee guida UE per le rappresentanze diplomatiche all’estero, che prevedono anche la visita nelle carceri dove è detenuto il difensore in questione. Oltre che il sostegno agli avvocati e alla famiglia. Annunciare di voler seguire il processo dopo che il difensore è stato sottoposto a giorni e giorni di torture a poco serve in questo frangente. L’ambasciatore italiano ha tutti gli strumenti a disposizione per intervenire attivamente anche in questa fase, e non attendere il fatto compiuto. E vorrem­mo anche ricordarle che l’Italia oggi siede al Consiglio ONU sui Diritti Umani e che per giustificare la sua candidatura aveva preso l’impegno di sostenere e appoggiare i difensori dei diritti umani. Quindi si dia una mossa senza aspettare altro tempo, dia indicazione precisa alla nostra ambasciata di andare e chiedere di visitare Zaki, ora, per accertarsi delle sue condizioni e chiederne immediatamente la liberazione. Per la pre­cisione ecco cosa dice il sito della Farnesina riguardo alla politica del Paese sui difensori dei diritti umani. Dal sito www.esteri.it: Difensori dei diritti umani I difensori dei diritti umani, secondo la definizione contenuta nelle Linee Guida UE in materia, sono “sin­goli, gruppi e organi della società che promuovono e proteggono i diritti umani e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti. Essi lottano per promuovere e proteggere i diritti civili e politici oltre che pro­muovere, proteggere e realizzare i diritti economici, sociali e culturali. Promuovono e proteggono altresì i diritti dei membri di gruppi quali le comunità indigene”. L’Italia riconosce il ruolo centrale che i difensori dei diritti umani svolgono nel promuovere una cultura di rispetto per i diritti umani e nel sostenere le vittime di violazioni e abusi, ed è fermamente convinta che una società civile attiva contribuisca alla costruzione di società inclusive, stabili e prospere. L’Italia è impegnata nel salvaguardare la sicurezza e i diritti dei difensori dei diritti umani e continuerà attivamente a sostenerli e a incrementare gli sforzi contro tutte le forme di rappresaglia nei loro confronti. Anche a tal fine, l’Italia, in stretto coordinamento con i partner dell’UE e dell’OSCE, promuove l’applicazione delle linee guida UE e OSCE in materia, che costituiscono importanti strumenti di lavoro per tutta la rete diplomatico-consolare. Quindi anche dire come fa il Ministro che si tratta di cittadino egiziano e che quindi la capacità di azione della diplomazia ne risulterebbe limitata, appare assai pretestuoso.

Di Francesco Martone
Tratto da Comune-info in collaborazione con l'altrapagina

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