Giovedì, 12 Dicembre 2019

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Cultura. Intervista a Franco Vaccari, Presidente di “Rondine cittadella della Pace”

Contro la cultura del nemico

Rondine ha promosso a protagonisti di un dissanguate da conflitti e distruzioni. Qual è il senso di questa esperienza ventennale per tanta parte della gioventù europea e del mondo intero?
90 1Rondine è una storia viva, fatta di volti, di persone che hanno scelto di rovesciare la propria vita e rimettere in circolo nel mondo un pensiero nuovo, un modo nuovo di vivere con l’altro. Un piccolo borgo medievale cullato dalle rive dell’Arno che diventa luogo di rigenerazione dell’umano ma anche di alta formazione da cui escono giovani che mettono a disposizione la propria vita – e le proprie competenze e professionalità – per creare impatto sociale, per incidere nei propri paesi di provenienza dove c’è il  conflitto  o si sentono ancora drammatiche eco post belliche, per contribuire ad arrestare quel fenomeno assurdo e insensato che è la guerra: la forma più organizzata di quell’impulso umano che è la violenza. È un’utopia? Non credo. Pensiamo alle malattie: non possiamo pensare di impedire che l’uomo si ammali, ma ci sono delle malattie che sono state debellate. Allo stesso modo non potremo mai impedire e cancellare ogni forma di violenza, ma quello che possiamo fare è evitare che organizzandosi e avvelenando milioni di menti e di cuori la violenza possa por- tare al conflitto armato e quindi alla distruzione dell’umanità e del pianeta.

Negli ultimi anni Rondine è passata dal «racconto» all’ «esperimento scientifico», delineando un’ipotesi   di   lavoro che è stata esaminata e riconosciuta nella sua validità dalla ricerca accademica, svolta in un biennio dagli esperti dell’Università di Padova e della Cattolica di Milano. Ma, in cosa consiste il «Metodo Rondine»?
È un percorso formativo ed educativo per attrezzare le persone a stare nei conflitti e a non evitarli, ma trasformarli creativamente senza subirli o rimane- re bloccati nel dolore, per imparare a crescere dentro i conflitti. Da succubi dei sentimenti di inimicizia, le persone diventano protagoniste di sviluppo, indicano strade, attivano relazioni e collaborazioni. Riaprono il fu- turo. Lo abbiamo sperimentato in venti anni con i giovani internazionali della World House di Rondine in età post laurea e più recentemente anche con gli adolescenti italiani attraverso il progetto Quarto Anno Liceale d’Eccellenza.  Quattro   edizioni straordinarie, un successo assoluto certificato anche dal Ministero dell’Istruzione che ha riconosciuto il percorso come sperimentazione per l’innova- zione didattica e, recentemente, dopo gli eccellenti risultati ha rinnovato il protocollo per altri 5 anni. Il passaggio fondamentale è stato quello di mettere alla prova il Metodo Rondine, sperimentato sui contesti di guerra e post bellici, anche sui contesti sociali ordinari - in questo caso vissuti dai liceali italiani - e ora ci stiamo attrezzando per pro- porre il percorso formativo di Rondine in tutti contesti sociali e target professionali diversi.

I giovani che si sono forma- ti nella Cittadella della Pace costituiscono la Rete di Rondine international Peace Lab (già Lega delle Rondini d’O- ro). Quali esperienze ha realizzato quali progetti sta elaborando questa Rete?
91 1Initiative for peaceful and democratic elections è stato il primo, innovativo progetto ad alto impatto politico e sociale promosso da Rondine International Peace Lab, con l’obiettivo di favorire un processo elettorale pacifico ed informato in occasione delle presidenziali del 2018 in Sierra Leone. Rondine International Peace Lab è un’organizzazione internazionale formata da quasi duecento leader globali: una rete che attraversa il mondo intero, con l’obiettivo di intervenire con un approccio innovativo in qualsiasi contesto. In Sierra Leone abbiamo assistito alla prima applicazione concreta del Metodo Rondine nei luoghi del conflitto. Un progetto di forma- zione e sensibilizzazione che ha coinvolto direttamente 360 leader di comunità sui temi della democrazia, responsabilità sociale, bene comune, arrivando a toccare le periferie più remote del Paese. Ma, oltre ai progetti collettivi, possiamo vedere molte esperienze di successo di giovani che stanno affermando la propria leadership in vari ambiti, da quello imprenditoriale a quello politico, per produrre impatto positivo. Solo per citarne uno, pensiamo a Maria Karapetyan, giovane armena oggi Membro dell’Assemblea nazionale della Repubblica Armena. Maria è stata una delle protagoniste della rivoluzione di velluto, un evento storico che rappresenta un esempio di opposizione non violenta e di forte attivismo della società civile.

Parliamo delle presenze odierne nella World House di Rondine. Da dove vengono i giovani universitari che attualmente sono nella Cittadella?
Sono i luoghi della guerra, lacerati e distrutti dal conflitto armato non solo fisicamente ma anche nel profondo. Dal più noto conflitto mediorientale tra Israele e Palestina a quelli dimenticati del Caucaso. Abbiamo i giovani dei Balcani, dove ancora dopo molti anni dalla guerra la convivenza è difficile e le ferite non sono rimarginate. Non manca l’Africa con Mali e Nigeria, luoghi di conflitti violenti al centro dei flussi migratori, e da poco anche l’America latina, con due studentesse colombiane che portano avanti un lavoro impegnativo sui conflitti ambientali. Trenta giovani di oltre venti nazionalità: e qui sta la ricchezza di Rondine nell’in- contro della diversità, che non è solo culturale perché dà loro la possibilità di confrontare le dinamiche dei diversi conflitti e trovare insieme strade innovative per affrontarli. A Rondine questi giovani trasformano il loro conflitto specifico (quello storico) e i loro mille conflitti (quelli di tutti i giovani e di tutte le persone del mondo), riaprendosi insieme alla pienezza della vita e assumendo un compito personale e storico di cambiamento nei propri Paesi: diventano leaders per la pace.

Rondine è formazione, ascolto, progetti, coinvolgimento.  In che cosa consiste la strategia educativa che affascina gli studenti della  World  House  e i ragazzi del Quarto Anno Liceale d’Eccellenza?
Dopo 20 anni e oltre possiamo dire che abbiamo trovato il meccanismo che produce il nemico: l’idea, il concetto, la cultura del nemico. Abbiamo scoperto grazie all’esperienza generosa ormai di centinaia di giovani, provenienti da luoghi di guerra, che la guerra opera ogni giorno per la costruzione e ricostruzione del concetto di nemico, che è un habitus nella mente delle persone, una gabbia da cui non riescono a uscire. Questa gabbia è un inganno perché produce lontananza tra le persone, paura e violenza e quindi è un circuito vizioso che alimenta un inganno collettivo. Le persone concrete che invece accettano di incontrarsi scoprono in pochissimo tempo di essere le vittime di questo inganno, e da questo inganno scelgono di uscire in- vece di diventarne un ripetitore. Alla vigilia di concludere il loro percorso di studi ed entrare nel mondo del lavoro, i giovani della World House di Rondine scelgono di varcare una soglia ben più profonda: da vittime a protagonisti delle proprie vite, leaders. Dal blocco esistenziale, avvertito per anni come in- superabile, si ritrovano insieme a concepire un sogno oltre ogni possibile sogno: la bellezza di convivere pacificamente, fare cose insieme, progettare e contagiare altri, riumanizzando il disumano, abitando le terre di nessuno, facendo fiorire i de serti dell’anima e i luoghi della distruzione.

Nel 2015 Rondine è stata candidata al Nobel per la Pace.  Il 2018 è stato l’anno del volo alle Nazioni Unite. Avete incontrato Papa Francesco, il Presidente Mattarella e il Presidente del Consiglio Conte che ha firmato l’appello di Leaders of Peace. Come illustrare il DNA di Rondine?
92 1È un laboratorio a cielo aperto, dove si mette a punto un metodo che è come un collettore di tutta l’esperienza umana, che viene ordinata nella relazione per produrre sviluppo. Questo è il DNA di Rondine, un DNA vitale per la persona e le sue relazioni. Non c’è nulla nel pianeta di culturale o spirituale, che nasca fuori dalla relazione: quindi stare sulla relazione significa sprigionare energie incredibili. Non possiamo mai banalizzare né la persona, né la relazione. Sono queste le due miniere da cui trarre forza. Questo DNA, che permette ai nemici, a persone che prima neanche potevano guardarsi, di stare insieme, non è altro che la relazione pacificata. Come succede per un figlio, che trae il proprio DNA dall’incontro dei propri genitori, che attraverso l’amore generano qualcosa di assolutamente nuovo. La relazione pacificata è il DNA che nasce dai due ex nemici, due giovani che si incontrano e scoprono la persona oltre   il fantasma del nemico. Relazione pacificata e pacificante! A disposizione del mondo. È quello che abbiamo voluto fare alle Nazioni Unite, di fronte ai 193 Stati membri con la campagna Leaders for Peace: condividere il Metodo Rondine e metterlo a disposizione anche per la leadership politica a livello globale. Assistiamo ogni giorno a livello globale alla decadenza di leadership, che non riescono più a governare   le sfide della contemporaneità. Il mondo ha disperatamente bisogno di nuovi modelli di leadership che tengano al centro l’umano e la relazione. E questa sarà la sfida di Rondine nei prossimi anni.


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