Tre nuovi pannelli di forma quadrata erano già montati quando, a metà agosto, alcune persone componenti del Comitato (costituitosi due decenni fa per contestare la vicinanza alle case del traliccio portante), segnalarono i lavori e chiedendo l’intervento del Comune. Ora l’autotutela dell’Amministrazione locale è arrivata fino in fondo: Segnalazione certificata di inizio attività (S.c.i.a.) annullata e sessanta giorni per rimuovere le nuove antenne. Una vittoria significativa della vigilanza civica, anche se l’impegno per la delocalizzazione dell’impianto continua.
Questa volta non siamo di fronte a una promessa, a un approfondimento degli uffici o all’avvio di una procedura. C’è un atto formale: le tre nuove antenne 5G installate sul traliccio di via dei Patrioti devono essere rimosse.
Con la determinazione n. 37/57 del 3 settembre 2026 il Comune di Umbertide ha infatti annullato d’ufficio, in autotutela, la Scia presentata da Tim il 25 giugno per l’installazione di tre nuove antenne 5G e ha ordinato alla società di rimuoverle, ripristinando lo stato precedente dei luoghi entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla notificazione del provvedimento.
È l’ultimo, e finora più importante, capitolo di una vicenda che avrebbe potuto passare quasi inosservata.
A metà agosto il Comitato per lo spostamento dell’antenna di via dei Patrioti aveva scoperto che sul traliccio erano in corso lavori. I nuovi pannelli erano comparsi rapidamente. Da lì la richiesta immediata al Comune di verificare cosa stesse accadendo e se quell’intervento fosse compatibile con le norme vigenti e con la particolare situazione di un impianto sul quale da oltre vent’anni è aperta una battaglia cittadina.

Oggi sappiamo che quei dubbi erano tutt’altro che infondati.
Lo scrive lo stesso Comune: l’intervento presentato come riconfigurazione e adeguamento dell’impianto esistente prevedeva in realtà l’installazione di tre nuove antenne, circostanza confermata anche dal parere dell’Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpa). E soprattutto il sito di via dei Patrioti è espressamente compreso tra quelli sui quali il vigente Regolamento edilizio comunale vieta l’installazione di impianti di telefonia cellulare.
Non solo. Su quella norma e addirittura sullo stesso traliccio esistono precedenti giudiziari importanti. Il Comune richiama la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) Umbria n. 474/2009, quella del Consiglio di Stato n. 3085/2015 e, soprattutto, la recentissima sentenza del TAR Umbria n. 582/2025, che aveva respinto il ricorso di Vodafone contro il diniego comunale relativo all’installazione di tre nuove antenne sul medesimo impianto.
C’è poi un particolare che rende questa storia ancora più significativa. Quando il Comune, il 21 agosto, ha avviato formalmente il procedimento di autotutela, le tre antenne erano già state installate. È la stessa determinazione comunale ad accertarlo.
TIM aveva dieci giorni per presentare memorie e controdeduzioni. Quel termine è trascorso senza osservazioni nel merito: la società si è limitata a chiedere copia del regolamento comunale.
A quel punto il Comune ha tirato le conseguenze: annullamento della SCIA e ordine di rimozione.
Per il Comitato è un risultato importante, che dimostra quanto possa essere decisiva la vigilanza dei cittadini sul proprio territorio. Se a metà agosto nessuno si fosse accorto di quei lavori, se nessuno avesse fotografato ciò che stava accadendo, chiesto spiegazioni e sollecitato l’Amministrazione, oggi probabilmente non saremmo qui a raccontare questo provvedimento.
Va riconosciuto al Comune di Umbertide di avere, ma solo una volta investito dal Comitato della questione, approfondito gli aspetti amministrativi e giuridici e portato fino in fondo il procedimento di autotutela, assumendosi la responsabilità di una decisione netta.
Naturalmente la partita potrebbe non essere ancora definitivamente chiusa. Tim potrà ricorrere al Tar entro sessanta giorni o presentare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni dalla notificazione.
Il Comitato continuerà quindi a vigilare. Perché un ordine di rimozione è una vittoria importante; vedere quelle tre antenne effettivamente smontate sarà il risultato concreto che ora attendiamo.
Ma sarebbe un errore fermarsi qui.
La questione di via dei Patrioti non nasce con il 5G e non finirà con la rimozione di questi tre pannelli. Da oltre vent’anni cittadini e Comitato pongono un problema più generale: quello della presenza di una stazione radio base in un’area urbana considerata sensibile e della necessità di trovare una diversa localizzazione dell’impianto.
Si tratta di affermare un principio molto semplice: l’innovazione non può diventare il lasciapassare per ignorare le regole, la programmazione del territorio, la tutela dell’ambiente e le legittime preoccupazioni dei cittadini.
E quando sono in gioco esposizione ai campi elettromagnetici e salute pubblica, il principio di precauzione non può essere liquidato come una fastidiosa eredità del passato.
La vicenda di via dei Patrioti lascia dunque una piccola ma importante lezione. Nell’epoca in cui troppo spesso ai cittadini viene chiesto semplicemente di prendere atto di decisioni già assunte, controllare, fare domande, pretendere documenti e chiedere alle istituzioni di esercitare fino in fondo le proprie responsabilità serve ancora.
Questa volta è servito.
Adesso aspettiamo che, entro i termini stabiliti, quei tre nuovi pannelli scendano davvero dal traliccio.
E poi torniamo a discutere della questione che resta sul tavolo da oltre vent’anni: quando verrà finalmente affrontato il problema della ricollocazione dell’antenna di via dei Patrioti?
Alessandro Vestrelli . Comitato per lo spostamento dell’antenna di via dei Patrioti – Umbertide
Foto titolo: un’antenna radiante (pannello) 5G – tratto da https://forum.fibra.click/d/21143-come-distinguere-i-radianti-5g/5
Foto nel testo: il montaggio in via dei Patrioti a Umbertide (agosto 2026)

