Il primo è giornalista, il secondo uno storico: entrambi confermano la necessità di guardare agli avvenimenti del Medio Oriente evitando la sovrapposizione automatica dello Stato d’Israele con la religione ebraica e le persone che la professano

A cura della Redazione

Antony Loewenstein, giornalista australiano, ebreo, la cui famiglia fu quasi del tutto sterminata in Germania durante la Seconda Guerra mondiale, ha pubblicato il libro “The Palestine laboratory”, vincitore del Walkley Prize nel 2023.

Vi racconta come il complesso militare-industriale israeliano utilizzi i territori palestinesi occupati come banco di prova per armi e tecnologie di sorveglianza che poi vengono esportate in tutto il mondo verso despoti e democrazie. Per più di 50 anni, l’occupazione della Cisgiordania e di Gaza ha fornito allo Stato israeliano un’esperienza ineguagliata nel controllo di una popolazione: i palestinesi. È qui che Israele ha perfezionato l’architettura del controllo.

Loewenstein svela questo mondo in un’indagine globale con documenti segreti, interviste e reportage sul campo. Questo libro mostra in modo approfondito, per la prima volta, come la Palestina sia diventata il laboratorio perfetto per il complesso militare-tecnologico israeliano: sorveglianze, demolizioni di case, incarcerazioni indefinite e brutalità fino agli strumenti hi-tech che guidano la ‘Start-up Nation’. Dal software Pegasus che ha hackerato il telefono di Jamal Khashoggi, alle armi vendute all’esercito birmano che ha assassinato migliaia di Rohingya, ai droni utilizzati dall’Unione Europea per monitorare i rifugiati nel Mediterraneo che vengono lasciati annegare. Israele è diventato leader mondiale nella tecnologia di spionaggio e nell’hardware di difesa che alimentano i conflitti più brutali del mondo. Con la crescita dell’etnonazionalismo nel XXI secolo, Israele ha costruito il modello definitivo.
A seguito del libro, Loewenstein ha curato due documentari visibili gratuitamente su al-Jazeera:

https://www.aljazeera.com/video/featured-documentaries/2025/1/30/the-palestine-laboratory-ep-1

Nella prima parte, dedicata a Israele e Palestina, Loewenstein analizza il modo in cui Israele si posiziona come leader mondiale nelle armi ad alta tecnologia e nella tecnologia di sorveglianza, con promozioni patinate da parte dei principali produttori di armi, tra cui Elbit Systems, che vantano che i loro prodotti sono stati “testati” e “dimostrati” in “battaglia”.

Ascoltando sia israeliani che palestinesi, analizza il modo in cui il settore comprende il significato delle etichette come “testato” in Palestina e il modo in cui l’Unità 8200 dell’intelligence militare funge da incubatore per le start-up israeliane di tecnologie di sorveglianza. Esamina anche l’uso da parte di Israele di sistemi di puntamento basati sull’intelligenza artificiale a Gaza.

Nella seconda parte l’indagine lo ha condotto in un viaggio internazionale attraverso Europa, India, Messico, Sudafrica e Stati Uniti, svelando come questa “tecnologia di occupazione” venga utilizzata anche per sottomettere le persone e sorvegliare dissidenti politici, difensori dei diritti umani e giornalisti in tutto il mondo.

Lo storico ebreo israeliano Omer Bartov, docente alla Brown University (Usa), è tra i maggiori studiosi della Shoah, di cui fu vittima gran parte della sua famiglia. Il 15 luglio 2025 ha scritto un saggio nel New York Times in cui denuncia il genocidio di Israele contro il popolo palestinese: https://www.nytimes.com/2025/07/15/opinion/israel-gaza-holocaust-genocide-palestinians.html.

Nel 2026 Laterza ha tradotto il suo libro “Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele”, di cui Anna Foa ha scritto: «Genocidio, antisemitismo, memoria dell’Olocausto. Israele e Palestina in un libro che unisce al rigore storico l’impegno per un futuro di giustizia e di pace». In questo volume, Bartov pone delle domande a cui ancora non si è data risposta: come è stato possibile trasformare il sogno del sionismo in un incubo? Come è avvenuta la trasformazione del sionismo da movimento di emancipazione e liberazione ebraica a ideologia di Stato basata sull’etnonazionalismo, l’esclusione e il dominio violento sui palestinesi? Come si è potuta avere una comprensione distorta della lezione morale dell’Olocausto? E quali sono le ragioni del diffuso sostegno a queste politiche genocide da parte dei cittadini ebrei di Israele? Al centro di questa visione del mondo vi è la convinzione che l’intera terra fra il fiume Giordano e il Mediterraneo appartenga agli ebrei e che la missione dello Stato sia quella di realizzare il diritto storico a questa terra. Ma non ci sarà pace finché sette milioni di ebrei governeranno su sette milioni di palestinesi senza alcuna prospettiva di uguaglianza.

In un articolo pubblicato nel Guardian nell’agosto 2024, Bartov scrisse: «Quando scoppiò la prima intifada palestinese, alla fine del 1987, insegnavo all’Università di Tel Aviv. Sono rimasto sconvolto dall’ordine dato all’IDF da Yitzhak Rabin, allora ministro della Difesa, di “rompere braccia e gambe” ai giovani palestinesi che lanciavano pietre contro le truppe pesantemente armate. Gli scrissi una lettera per avvertirlo che, in base alle mie ricerche sull’indottrinamento delle forze armate della Germania nazista, temevo che sotto la sua guida l’IDF avrebbe imboccato una strada altrettanto scivolosa».https://www.theguardian.com/world/article/2024/aug/13/israel-gaza-historian-omer-bartov

E intanto: incontri tenuti a Londra, e annullati in Irlanda, di gruppi che costruiscono e promuovono armi per genocidi e preparano la Terza Guerra mondiale

Incontro tenuto a Londra, come raccontato da The Guardian il 6 luglio 2026

https://www.theguardian.com/world/2026/jul/06/israel-command-system-identified-850000-targets-gaza-lebanon-war-supplier-elbit-systems

Elbit Systems ha fornito il programma militare digitale Tzayad per mappare persone, veicoli e altri oggetti in tempo reale.

Secondo una presentazione del più grande fornitore di armi del Paese, Elbit Systems, Israele ha individuato circa 1.000 potenziali obiettivi al giorno durante i primi due anni di guerra a Gaza e in Libano con il suo sistema di comando e controllo.

Un totale di 850.000 obiettivi sono stati rilevati in tempo reale dal programma dell’esercito digitale israeliano “Tzayad” in tutti i teatri di guerra militari tra il 7 ottobre e la fine del 2025, ha affermato la società in una conferenza militare a Londra.

Descrive il numero di persone, veicoli e altri oggetti rilevati in tempo reale per un possibile attacco successivo da terra, mare o aria e illustra l’elevata intensità delle guerre mortali combattute da Israele negli ultimi tre anni.

Il totale di 850.000 è stato presentato durante una conferenza sulla guerra terrestre organizzata la scorsa settimana dal Royal United Services Institute da Miki Edelstein, maggiore generale riservista dell’IDF e vicepresidente esecutivo di Elbit.

Il secondo comandante militare più anziano della NATO, il maresciallo capo dell’aeronautica britannica Sir Johnny Stringer, era seduto accanto a lui durante l’evento. Un terzo oratore alla sessione era un brigadiere dell’esercito britannico. […]

Una diapositiva presentata da Edelstein a un pubblico prevalentemente militare includeva una riga che descriveva le “operazioni ad alto ritmo” condotte dalle Forze di difesa israeliane e citava più di 20.000 piani di battaglia dell’IDF e 850.000 obiettivi di intelligence in tempo reale.

Incontro annullato in Irlanda, come raccontatodall’Irish Times il 3 luglio 2026:

https://www.irishtimes.com/ireland/2026/07/03/wicklow-hotel-cancels-secretive-peter-thiel-conference

Un hotel a cinque stelle nella contea di Wicklow ha annullato le prenotazioni per una conferenza “segreta” che avrebbe dovuto essere ospitata ad agosto da un gruppo cofondato dal miliardario tecnologico statunitense Peter Thiel.

L’evento previsto al Powerscourt Hotel Resort and Spa, al quale parteciperanno un alto comandante della NATO e funzionari dell’amministrazione Trump, non si svolgerà nella sede.

Thiel è stato cofondatore del gruppo di pagamenti PayPal e di Palantir, un appaltatore della difesa noto per la sorveglianza di massa e pesantemente criticato per la sua “partnership strategica” con le Forze di difesa israeliane (IDF) nel suo assalto a Gaza.

Il programma trapelato per il “ritiro” ospitato da Dialog, un gruppo su invito cofondato 20 anni fa da Thiel e dall’imprenditrice Auren Hoffman, prevedeva discussioni su argomenti tra cui i preparativi per la terza guerra mondiale, le tecnologie sul campo di battaglia, l’energia nucleare.

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