di Vanessa Bocci
– I negoziati che dovevano iniziare venerdì 19 giugno in Svizzera, tra Iran e Usa con Quatar e Pakistan, per raggiungere un accordo sulla fine della guerra, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Lo ha annunciato il governo svizzero poche ore dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente americano Vance nel Paese. Il ministero degli Esteri di Berna, in un messaggio all’Afp, dice che la Svizzera resta disponibile a facilitare il negoziato e che il lavoro preparatorio prosegue, senza indicare una nuova data per i colloqui. “La trattativa è vincolata alle nostre linee rosse, se eccedono daremo una risposta schiacciante”, afferma il capo negoziatore di Teheran Ghalibaf. “ I colloqui tra Iran e Stati Uniti sono stati rinviati a causa della serie di attacchi aerei sferrati da Israele nel sud del Libano, secondo quanto riferito da tre fonti informate sulla questione”. Lo riporta il Financial Times. L’Iran non ha inviato una delegazione in Svizzera a causa degli attacchi, hanno affermato le fonti. “Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall’accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione”, ha dichiarato un diplomatico a conoscenza della situazione. Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich su X scrive: “Una mattinata difficile…è ora di parlare con il fuoco. E di aprire le porte dell’inferno”.
Pasdaran a Khamenei, “un tuo cenno e colpiremo i nemici più forte”
“Se il nemico intende proseguire con i suoi eccessi, le Guardie Rivoluzionarie diventeranno una forza ancora più potente di prima su terra, mare, aria e su tutti i campi di battaglia, e al minimo accenno da parte di Mojtaba Khamenei, infliggeranno loro una sconfitta storica ben più grave”. Così in un messaggio inviato alla Guida Suprema riportato da Iran International.
“Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare”. Scrive su X il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben- Gvir, dopo che è stata diffusa la notizia di 4 militari uccisi da Hezbollah in Libano. “Con tutto il rispetto per gli americani-aggiunge- Israele deve chiarire all’intero mondo che il sangue dei nostri cittadini non è alla mercé di nessuno. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini israeliani e il nostro esercito, e questo impegno prevale su ogni altra considerazione”.
I prossimi passi non sono stati ancora definiti e la delegazione statunitense si è preparata a partire alla prima occasione utile, ma al momento non c’è nessuna certezza. Il mondo continua a subire questo clima di profondo caos internazionale.
