
“Il capitalismo schiavista è il vero Made in Italy” titola Stefano Feltri nella sua newsletter distribuita attraverso la piattaforma Substack. E’ un tema di cui si è occupato anche nella puntata di Revolution (Rai Radio 3 alle 19.40 – da lunedì a venerdì) andata in onda il 3 giugno.
La sua analisi, come sempre di rara lucidità, merita di venir ripresa e rilanciata: sono valutazioni preziose per coloro che coltivano la tenacia del pensiero critico, con tutte le scomodità (pubbliche e private) che questo comporta.
Quello che riportiamo è il testo leggibile liberamente qui: https://appunti.substack.com/p/il-capitalismo-schiavista-e-il-vero?has_completed_unsubscribed_unlock=true
“Sarebbe facile ridurre la storia di Amendolara a una faccenda di immigrazione: caporali pakistani uccidono braccianti pakistani e afghani. Una questione interna alla comunità migrante. Problemi loro. Ma non è così, e non è neanche una storia soltanto di immigrazione.
La verità è che l’Italia assomiglia sempre di più al Sud degli Stati Uniti ai tempi della Guerra di secessione, cioè una società la cui economia si fonda sugli schiavi.
Oppure, se si vuole cercare un paragone più contemporaneo, l’Italia non è poi così diversa da Israele: nello stesso territorio convivono persone che hanno pieni diritti di cittadinanza e altri che vengono costretti a uno stato di inferiorità e illegalità permanente, di minorità. Ai quali si applica anche una giustizia diversa, brutale, spietata.
La violenza – che sia lo sterminio dei palestinesi o il rogo dei lavoratori pakistani – è la conseguenza della segregazione. E’ la distinzione tra esseri umani con diritti e tutele e altri che ne sono privi a rendere possibile la tragedia”.
Nella puntata di Revolution viene intervistata Lidia Vicchio, avvocata dell’Associazione Studi giuridici sull’Immigrazione (Asgi) che, tra l’altro, dice: “Nell’immediato, per ridurre il campo d’azione dei caporali, bisognerebbe intervenire sui casi in cui una persona straniera arriva regolarmente in Italia ma non riesce a concludere la procedura perché il datore di lavoro scompare. In queste situazioni le prefetture dovrebbero essere obbligate, o comunque ricevere indicazioni chiare, a rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione”.
Il testo completo è ascoltabile integralmente qui: https://www.raiplaysound.it/audio/2026/06/Revolution-del-03062026-c24ab0ee-12c4-4ccc-9d45-ef229f650995.html
Nella foto – Panorama di Amendolara (Cosenza) tratta dal sito ufficiale del Comune calabrese –
https://www.comune.amendolara.cs.it/Home/GuidaDettagli/Galleria-fotografica?IDAlbum=1
